P.A.S.E.: un disco, tante melodie, infinite visioni

Piccoli Animali Senza Espressione. Quello che conta, invece, è proprio l’espressione che si fa musica e si fa storia d’arte e di letteratura…e la band guidata da Andrea Fusario (ex Virginiana Miller) lo sa benissimo. Un bellissimo ascolto, quello che ci viene proposto, dal titolo “Sveglio Fantasma”, terzo disco per i P.A.S.E. che danno vita a 11 inediti digitali e visionari per quanto la psichedelia sia anche frutto di visioni del futuro piuttosto che di acidi del passato. E questo disco rispecchia l’equilibrio instabile del colore grigio, fluttuazioni, in un bellissimo pop italiano. Impossibile puntare il dito su un tratto in particolare ella tracklist per quanto invece sottolineo con fermezza quanta pulizia di arrangiamento c’è soprattutto nella fase di sperimentazione dei suoni. Avremmo preteso altrettanto livello dal video clip che troviamo in rete ma direi che accontentarsi fa oltremodo bene alla salute. Un lavoro che ospitiamo con ammirazione.

“Sveglio fantasma”: come a dire, “Risvegliare i propri segreti”?
Più che risvegliare i propri segreti “Sveglio fantasma” focalizza il proprio intento narrativo nella descrizione di viaggi – più o meno reali – nello spazio-tempo alla ricerca di un proprio ‘sé’ interiore, traendo spunto per il titolo dalla frase di Kafka «Svegli camminiamo in un sogno: fantasmi noi stessi di tempi passati» pronunciata a proposito del Golem di Gustav Meyrink.

Una domanda assai filosofica visto l’approccio del vostro scenario testuale: il potere di immaginare, di ricordare e poi di rappresentare, è una condanna o una benedizione?
Tutto ciò che fa riferimento all’immaginario e al ricordo non può che essere una benedizione, senza ombra di dubbio. Andare alla ricerca di sé sfruttando ciò che siamo stati e che ci ricordiamo è fondamentale per attuare un processo di crescita interiore che la società di oggi (con i suoi ritmi frenetici) molto spesso non ti permette di fare.

Come mai la voglia di disegnare in digitale tutto il sound di questo disco?
Colpa della nostra estrazione musicale….in particolar modo dalla mia (Edoardo) e del nostro produttore artistico Dimitri Niccolai, in arte Tenedle. Siamo figli degli anni ’80, in particolar modo Depeche Mode. Abbiamo sentito l’esigenza di dare a questo terzo lavoro una visione più elettronica, arrivando anche ad usare un campionamento di una pallina da ping pong per creare una ritmica su cui sviluppare il brano “Lupa”. E’ stato molto interessante.

Ma il sound dei P.A.S.E. porta in Italia dei profumi internazionali oppure cerca proprio di evadere dalla nostra forma mentis?
Il nostro sound vuole essere un mix di tutto questo. Non esiste una vera e propria evasione dalla forma mentis del cantautorato italiano. Esiste una voglia di personalizzarlo con il nostro “sapere” internazionale derivante da anni di ascolto di gruppi come Cocteau Twins, Dead Can Dance, Depeche Mode o musicisti come David Sylvian che sono stati per noi dei forti punti di riferimento ( e ne potremmo citare ancora tantissimi).

Credo che “Il punto e la linea” sia il brano maggiormente “sociale” di questo disco. Siamo davvero liberi di avere la nostra forma?
Noi crediamo fermamente di si. Non siamo quadrati né tantomeno punti e linee. Siamo liberi di muoverci e di riconoscerci in ciò che è oltre. Nell’ombra di un geco o in una lucciola che scompare perdendosi nell’erba più alta…

Parliamo del video di “Come il Quadrato”. Le maschere che ogni tanto si levano…le maschere che quasi quasi si studiano per riconoscere se stessi o qualcuno…insomma, ci date una chiave di lettura?
Una delle ipotesi per quanto riguarda l’etimologia della parola “Maschera” vuole che essa derivi dal termine “masca” (di origine preindoeuropea) che vuol dire fuliggine, fantasma nero. L’album si chiama “Sveglio fantasma” quindi abbiamo pensato di utilizzare le maschere nel video di “Come il Quadrato” per descriverci come fantasmi alla ricerca del proprio sé. La realizzazione delle maschere è stata del nostro produttore artistico Dimitri Niccolai (Tenedle) che è riuscito a creare delle figure intriganti che volteggiano sulla spiaggia in riva al mare circondate da figure oniriche uscite da sogni? ricordi? visioni? Chissà. Di sicuro impatto.

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