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Fabio Smitti: il pop e la new-wave assieme

Un titolo che mette in chiaro la direzione: “Instabile”, come condizione umana, come nostra fragile consapevolezza. Il tempo che viviamo, digitale come il suono di Fabio Smitti, attento alle tracce del passato come dentro i cardini di una new-wave che di certo non vuol mascherare in alcun modo. Un disco perentorio quanto fluttuante – aggettivo che ritroviamo spesso – momento lucido di lucida consapevolezza… come a dire che la resa alle volte è l’unica scelta intelligente. E suona pop…

Partire da questa copertina che secondo me rappresenta visivamente tutto il centro del disco. Il dualismo come l’incertezza. Sei d’accordo?
Si, la cosa è voluta. Sopra noi come ci vedono gli altri, sotto una parvenza del nostro io, confusa e alla ricerca di qualcosa.

Il bianco e il nero, le tonalità di grigio, e finalmente un video in chiaro di vita quotidiana. Sulle prime sembra un contrasto… e invece?
La vita è fatta di alti e bassi, e le emozioni, belle o brutte, ci fanno capire che siamo vivi. A volte viviamo in bianco e nero, a volte a colori. Sta a noi vivere pienamente i giorni felici, e quando arrivano i giorni tristi, ricordarci che prima o poi smette di piovere e torna il sole.

E se usassi l’etichetta “dream pop”?
In genere non mi piace incasellare per forza le opere artistiche, anche se in questo caso l’accostamento ci può stare.

Citando il nuovo singolo e quindi il nuovo video, quanto stiamo perdendo della vita a forza di chiuderci dentro i compromessi?
Tutto; vivere la vita non è una frase fatta. Siamo nati per avere desiderio. Negare la vita accettando compromessi significa negare la nostra esistenza

Dal vivo questo disco? Lo immagino come si immagina un concerto futurista, di macchine, sintetizzatori, e giochi di luce. Che ne dici?
Potrebbe essere; al momento questo non fa parte del progetto.
Mi immagino l’ascoltatore con le cuffie avvolto nei sui pensieri che curioso cerca di capire cosa sta ascoltando e a poco a poco nasce in lui il desiderio.

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