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“Una Muchacha”, il manifesto di libertà di Jisa

Un brano nato per caso, diventato simbolo di consapevolezza e rinascita. “Una Muchacha” racconta la fine di una dipendenza emotiva e l’inizio di una nuova sé. Jisa canta la bellezza dell’imperfezione e la potenza della vulnerabilità, fondendo ballo, voce e spiritualità in un messaggio universale.

 

“Una Muchacha” è un brano che vibra di autenticità e di energia femminile. Quando ha capito che questa canzone avrebbe rappresentato un punto di svolta nella sua carriera?

Ho capito che “Una Muchacha” sarebbe stata un punto di svolta nella mia carriera quando, in un momento di crescita personale, ho trasformato la mia esperienza di annullamento per amore nella consapevolezza che prima di tutto dobbiamo volerci bene e cercare la nostra felicità. La canzone parla di lasciar andare ciò che non ci corrisponde davvero, e in quel momento ho sentito che questa autenticità avrebbe dato una nuova direzione alla mia musica.

La musica pop spesso rischia di essere solo intrattenimento, ma la sua canzone unisce leggerezza e profondità. Come riesce a mantenere questo equilibrio?

Credo che per mantenere un equilibrio tra leggerezza e profondità sia importante partire da qualcosa di autentico e personale. Anche quando la musica è orecchiabile, il messaggio deve avere un senso vero, che parli di emozioni reali e esperienze sincere. In questo modo la canzone può intrattenere ma anche far riflettere, senza perdere la sua leggerezza.

Nel testo si avverte la voglia di libertà ma anche di riconciliazione con il passato. Quanto la scrittura l’ha aiutata a fare pace con se stessa?

La scrittura mi ha aiutata a fare pace con me stessa perché mi ha permesso di esplorare e accettare il mio passato. Raccontare le mie emozioni è stato un modo per ritrovare libertà interiore e andare avanti più forte.

Lei viene da un ambiente familiare ricco di musica. Cosa le ha insegnato suo padre, musicista, sul valore della disciplina e della passione?

Mio padre, da musicista, mi ha insegnato che la passione è il motore che dà vita alla musica, ma senza disciplina non si arriva lontano. Mi ha mostrato quanto sia importante l’impegno costante, la dedizione giornaliera, e come solo con questi si possa trasformare l’amore per la musica in qualcosa di vero e duraturo.

L’uso dello spagnolo e dell’italiano crea un dialogo tra due mondi. È anche un modo per celebrare la diversità culturale come ricchezza?

Sì, per me mescolare spagnolo e italiano è un modo naturale di esprimere la mia identità e celebrare la ricchezza delle culture che mi hanno formato. Questo dialogo tra due lingue rende la musica più autentica e apre uno spazio di incontro e condivisione tra mondi diversi.

Dopo “Una Muchacha”, quale direzione vuole dare alla sua musica nei prossimi anni?

Dopo “Una Muchacha” voglio che la mia musica trasmetta forza e speranza, affrontando le sfide del mondo e dando coraggio a chi ne ha bisogno. Voglio far sentire che nessuno è solo.

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