NANA X è un progetto che vive in bilico tra malinconia, ricerca e libertà. La sua musica è un territorio sospeso, dove l’intimità incontra l’elettronica e la fragilità diventa forza creativa. In questa breve intervista, l’artista prova a raccontare la sua identità attraverso un’immagine simbolica che racchiude tutto il suo viaggio: una X come incognita, come direzione e come promessa.

“NATURA (brucia le ferite)” è il tuo primo passo ufficiale come NANA X. Come descriveresti, in poche parole, il tuo universo sonoro a chi ti ascolta per la prima volta?
Direi che è l’incontro di tutte le sonorità che mi hanno accompagnata fin da sempre: la chitarra classica, il canto, un tocco di elettronica. Sto cercando di costruire un linguaggio musicale personale, fatto delle cose che mi hanno formata e lasciato un segno.
Il singolo segna l’inizio di un percorso che promette nuove direzioni e sfumature. Possiamo aspettarci un progetto più ampio nei prossimi mesi?
Assolutamente sì. Natura è stato il primo frammento di quello che poi diventerà il mio primo EP. Non vedo l’ora di poter condividere di più.
Hai portato il tuo live anche all’Anteprima di Verona e presto al PantaRei: quanto conta per te il palco in questa fase di debutto?
Conta tantissimo! Cantare e suonare dal vivo é quello che amo fare più di tutto. È un po’ la mia linfa vitale. Emozionarmi (e spero anche emozionare) cantando, poter condividere la musica con le persone… per me è una necessità.
La tua musica nasce da un equilibrio tra malinconia e libertà. Se dovessi scegliere un’immagine per rappresentare NANA X, quale sarebbe?
Bella domanda! Credo sceglierei proprio una X. Rappresenta tutte le mie incognite, il non volermi definire, la mia ricerca continua, il mio impegno a ritrovarmi ogni volta.