Dietro l’atmosfera dark pop di “segni sulla neve” si nasconde una riflessione limpida e personale sul lasciar andare. Leea Clem racconta l’importanza di controllare ogni dettaglio emotivo e sonoro, offrendo al pubblico un brano che è rifugio, comprensione e rinascita. Una visione d’artista che si fa empatia.

Questo brano racconta l’attimo esatto in cui si lascia andare una presenza che un tempo era necessaria . Quale momento reale o simbolico ha acceso la scintilla creativa?
Non c’è stato un momento preciso, è stato più che altro la fine di un percorso. Quasi non mi sono accorta di essere arrivata a quella conclusione a livello emotivo, ad un certo punto ci ho solo fatto caso e ho pensato che fosse giusto raccontarlo per avvicinarmi a qualcuno che magari dall’atra parte sta provando o ha provato la stessa cosa.
Il titolo richiama tracce che si cancellano e restano insieme. Quanto è personale questa immagine e quanto è universale?
Con l’immagine dei ‘segni sulla neve’ volevo proprio dare l’idea di qualcosa che ha lasciato un segno nel percorso, ma a cui adesso non dai più peso. Di certo non ti mancano le impronte lasciate sulla neve! Credo che sia un immagine ambivalente: personale, perché rende visivo tutto il messaggio che porto con la canzone, ma universale perché ognuno può attribuirla a qualunque cosa voglia.
Il sound è sospeso tra malinconia e luce nuova, come se il freddo diventasse rinascita. Quanto hai lavorato sull’equilibrio emotivo più che su quello tecnico?
Anche questo è stato un percorso. Nel tempo ho imparato a ritrovare il mio equilibrio e nel testo volevo mettere in equilibrio il riconoscere che comunque qualcuno è stato importante per me e la consapevolezza che ora non fa più parte della tua vita e va bene così.
La tua vocalità, tra respiro e intensità, rende il testo ancora più vivo. Come hai preparato l’interpretazione per restare sincera senza sovraccaricare?
In realtà è stato tutto molto naturale. Sentivo davvero tanto questa canzone, quindi ho caricato emotivamente il brano in maniera molto naturale cercando di far trasparire dolcezza e liberazione. Non ho pensato eccessivamente all’esecuzione o a come dovevano suonare certe parti, volevo essere davvero il più naturale possibile.
Con “segni sulla neve” continui un’evoluzione iniziata con “fare la brava” e portata avanti fino al futuro EP del 2026 . Qual è il cambiamento più grande che senti dentro di te?
Consapevolezza. Con questo progetto mi sento molto più consapevole di ogni mia mossa, ogni mia decisione. Ho più contezza di come devo lavorare, come devo comunicare e quali sono tutti gli step da fare per ogni pubblicazione ad esempio. Sono anche cresciuta personalmente e mi sono data tempo di capire davvero chi sono, come mi piace esprimermi e che cosa mi piace trasmettere. Quindi direi che il cambiamento più grande è proprio dato dalla consapevolezza e dalla crescita prima di me come persona e poi come artista.
Quale domanda speri che l’ascoltatore si faccia dopo aver sentito il brano?
‘Come fa a capirmi così bene?’/ ‘Com’è possibile che adesso mi sembra di aver provato tutto ciò in prima persona?’. Il mio scopo primario è sempre quello di trasmettere le mie emozioni e i miei messaggi al massimo, in modo tale che chiunque abbia provato lo stesso si senta capito e chi invece non ha mai provato qualcosa del genere riesca comunque a capire a fondo il significato del brano, talmente a fondo da pensare di averlo vissuto.