LuMi è un cantante che si fa riconoscere: il singolo “Vorrei” è la rappresentazione di un percorso consapevole e sempre più maturo. Tra presente e futuro, ci viene restituita un’immagine della società odierna che, forse, tutti vorremmo scardinare.

Un caro saluto a te, LuMi. Se dovessi racchiudere il senso di “Vorrei” con una sola frase tratta dal testo, quale sarebbe?
Ciao, un caro saluto a voi. Se dovessi scegliere una frase tratta dal testo sceglierei esattamente le parole del ritornello. “Ho voglia di sopprimere tutte le regole, i santi e i re, ho voglia di uccidere, questo sistema che uccide me”. I santi, i re, le regole sono una metafora del nostro vivere seguendo la massa, ubbidire, cercando di essere il modello di una società che tende sempre di più alla perfezione. La ribellione dell’individuo nasce quando invece di apparire e sottostare, si decide semplicemente di essere. Da qui la voglia di uccidere il sistema, che improvvisamente si scopre, stava già uccidendo te.
Credi che la voce di chi crede nel cambiamento sia fondamentale, al giorno d’oggi?
Assolutamente sì, credo sia fondamentale, però sono anche del parere che il primo cambiamento debba partire da noi stessi. Non bisogna esteriorizzare il cambiamento, ma interiorizzarlo per renderlo nostro. Solo in quel caso si avrà la forza di essere convincenti nello smuovere la massa.
Cosa ti fa sentire veramente vivo?
Questa è una bella domanda. Mi fa sentire vivo tutto ciò che mi rende libero. Tutto ciò che mi permette di esprimere la mia essenza. In tutto questo non sono comprese solo le cose belle, ma anche tormenti, dubbi, paure, tensioni. Se fanno parte del mio essere, allora mi rendono vivo.
Avresti il piacere di trasformare i tuoi “vorrei” in “voglio”?
Tutti vorremmo trasformare i nostri vorrei in voglio, pochi però hanno il coraggio di farlo. Io posso dire che ci sto provando. Ma come si dice; volere è potere.