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Ricominciare con la musica: il viaggio di “Dalla fine in poi”

Con una formazione solida e un’identità ormai definita, MalìaTheBand dà vita con “Dalla fine in poi” a un album che mette in primo piano produzione, cura dei dettagli e una visione sonora che guarda avanti senza dimenticare il proprio percorso.

 

Qual è stato l’elemento sonoro che ha rappresentato il punto di riferimento per l’intero album?

Più che un singolo elemento sonoro, il punto di riferimento è stato il modo in cui abbiamo

lasciato fluire le canzoni dentro di noi. Le abbiamo ascoltate e sentite prima di tutto interiormente, e da lì l’atmosfera si è creata in modo naturale, così come il suono. Ogni canzone ha trovato il suo suono, senza forzature.

Come si è evoluto il vostro modo di lavorare in studio rispetto ai primi anni come PK0?

Intanto, se mi permetti, saluto Marco e Francesco, con cui ho un legame di amicizia molto forte: facevano parte della prima formazione dei PK0 e continuano a seguirci e a venire ai nostri concerti. Con loro e con Julia, la bassista dei PK0, provavamo in un bunker della Seconda guerra mondiale a San Lorenzo. Lì abbiamo arrangiato le prime canzoni che avevo scritto da poco e poi, una volta entrati in studio, le abbiamo registrate tutti insieme in presa diretta. Eravamo molto giovani e senza esperienza.

Oggi il modo di lavorare è completamente diverso. È cambiata la formazione della band e, con essa, anche l’esperienza e le basi da cui partiamo. Lavoriamo in modo più strutturato, passo dopo passo. Io arrivo già con le idee più chiare quando scrivo i pezzi e anche il resto della band, già dal primo ascolto, riesce a immaginare subito una direzione. Ormai abbiamo trovato un metodo che funziona per noi e che ci permette anche di arrivare più velocemente alla versione finale dei brani.

Ci sono scelte produttive che avete fatto per la prima volta in questo progetto e che sentite di voler mantenere anche in futuro?

Sicuramente continueremo a lavorare nello stesso modo, sia negli arrangiamenti che in studio. Il suono del disco nasce anche dal lavoro fatto insieme al nostro fonico, che ci segue dalla registrazione fino al mix e al mastering. In questo progetto c’è anche qualcosa di suo, oltre che di nostro, ed è un equilibrio che sentiamo nostro e che vogliamo portare avanti anche in futuro.

Guardando avanti, pensate che il vostro prossimo lavoro sarà un’evoluzione naturale di questo sound o immaginate un cambiamento più radicale?

Sarà un’evoluzione naturale, legata sia alla crescita della band sia al mio modo di scrivere, che nel tempo è cambiato rispetto alla prima canzone di quattordici anni fa. Ce ne stiamo accorgendo già negli arrangiamenti dei nuovi brani e lo abbiamo sentito chiaramente anche durante l’incisione di Esisti, il prossimo singolo in uscita il 18 gennaio 2026. È un percorso che sta andando avanti in modo spontaneo e che presto potrete ascoltare anche voi.

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