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Tra chitarre, silenzi e identità artistica

Questa intervista esplora il ruolo della chitarra e delle fonti di ispirazione nella scrittura di Stefano Di Ninni. La direzione melodica è riconoscibile, ma in alcuni momenti si percepisce una certa prudenza che potrebbe essere superata nei lavori futuri.

 

La tua formazione da autodidatta ti ha portato a sviluppare un rapporto molto diretto con la chitarra. In questo brano che ruolo ha avuto lo strumento nella fase di composizione?

È lo strumento che mi permette di trovare il giusto arrangiamento musicale. È grazie alla mia chitarra che l’idea originaria prende forma e trova spazio tra melodie e accordi. Quindi direi che ha avuto un ruolo molto importante. In un certo senso rappresenta per me la chiave che apre la porta a tutta la fase di composizione. Infatti tutti gli altri strumenti arrivano dopo. Ora che ci penso, tra l’altro, la chitarra ha proprio la forma di una chiave gigante!

All’ascolto la chitarra lavora più per atmosfera che per protagonismo. È una scelta legata al racconto del testo o anche a un tuo cambiamento personale nel modo di vivere lo strumento?

No, diciamo che nella mia testa l’obbiettivo è stato quello di raggiungere un certo equilibrio tra parole e musica e tra i vari strumenti. Non c’è stata la ricerca di fare emergere maggiormente uno di essi. Si formano varie ispirazioni una dietro l’altra e cerco la sonorità che più mi soddisfa seguendo il mio gusto personale e il mio senso estetico. Per esempio, l’asolo con la chitarra elettrica inizialmente non era neanche contemplato: è arrivato alla fine, pensando che mancasse qualcosa per completare il brano.

Quali sono oggi le tue principali fonti di ispirazione, al di là della famiglia, e come riesci a farle convivere con una scrittura così personale?

Non mi sono mai sentito così tanto ispirato come in questo caso e precedentemente le mie composizioni sono state prevalentemente strumentali. Il testo per me è significativo solo se è veramente profondo e intimo. Se non sento qualcosa di emozionante e coinvolgente che vale la pena di essere condiviso, non riesco a trovare la giusta ispirazione per dar vita a un testo poetico. Però nell’ultimo periodo un’altra fonte di ispirazione importante che sta dando vita a numerose composizioni è il mondo della scuola, in cui lavoro.

Guardando avanti, preferisci costruire un percorso fatto di singoli molto mirati o stai già pensando a un progetto più ampio come un album?

Onestamente mi piacerebbe molto creare un album in cui riesco a inserire composizioni di varo genere che però riescono ad avere un filo conduttore, e anche perché mi piace molto dipingere e ho sempre fantasticato sull’idea di creare la copertina del mio album. Anzi, forse sarebbe anche già pronta!

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