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Tra racconto e chitarra

Il nuovo singolo dei Crossin’ Midnight mette insieme una dimensione narrativa e un’energia rock molto diretta. “Baba Jaga” gioca con immagini forti e riflessioni sulla società contemporanea. Abbiamo chiesto alla band di raccontarci qualcosa in più sulla loro scrittura e sul percorso fatto finora.

 

La cosa che colpisce subito di “Baba Jaga” è il contrasto tra il lato quasi narrativo del testo e l’energia del rock. Scrivete prima la musica o prima le parole?

Non abbiamo mai imposto una vera regola, di solito nasce prima la musica tramite un’emozione o un tema condivisi, poi scriviamo un testo che meglio li descriva e che meglio rappresenti la nostra energia. “Baba Jaga” fa parte di uno di questi casi, è nata prima la musica, ma le sonorità ci hanno subito riportato al folklore da noi poi associato alla sua figura, sposando e riproponendo in chiave Crossin’ Midnight il messaggio che Baba Jaga cerca di comunicarci.

La frase sull’uomo ridotto a “automa sociale” è piuttosto dura. Vi è mai capitato di sentirvi così anche nella vostra vita personale o artistica?

Le nostre canzoni nascono sempre da una nostra esperienza personale o condivisa. Ci è capitato di notare nelle persone una tendenza verso la direzione “automa sociale”, compiere gesti senza interrogarsi sul perché e senza vivere a fondo la vita. Con “Baba Jaga” abbiamo voluto portare alla luce questo fenomeno per combatterlo, cercando di risvegliare “l’automa”. Stilisticamente cerchiamo in ogni nostro pezzo di sfruttare durata e sonorità per andare proprio a contrastare la sempre più calante attenzione e curiosità.

Una domanda più leggera: dopo anni di concerti e gavetta nei club, qual è stata la situazione live più strana o memorabile che vi è capitata?

Sicuramente il nostro ricordo più memorabile è stata la prima volta che il pubblico si è messo a cantare i nostri pezzi con noi, continuando anche alla fine del concerto; si è creata un’atmosfera quasi “gospel”, realizzando quell’unione che sempre ricerchiamo quando saliamo su un palco. Per noi la vicinanza con il pubblico è sempre al primo posto, nella composizione e nelle nostre performance.

Che tipo di pubblico immaginate mentre componete una canzone come questa? Pensate più ai fan del rock classico o a una nuova generazione?

“Baba Jaga” non è stata scritta per un pubblico nello specifico: è una canzone per gli amanti della musica. Vogliamo arrivare sia ai fan del rock classico, ricordando loro le emozioni familiari di un passato ricco di significato, sia alle nuove generazioni, suscitando loro riflessione e curiosità.

https://crossin-midnight.ffm.to/babajaga

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