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Un racconto urbano in chiave funky

Una città vuota, una finestra e una mente che sogna: da questa immagine nasce il nuovo singolo di Mister Scala. “Neanche l’ombra di un gatto” mescola groove vintage e sensibilità contemporanea, creando un racconto musicale che unisce malinconia, ritmo e una sorprendente vitalità creativa.

 

Il funky è un linguaggio musicale che spesso parla di energia e movimento. In questo brano invece accompagna una situazione di immobilità. Come è nata questa scelta?

Nel 2020 siamo rimasti tutti col fiato sospeso. L’immagine della ragazza che osserva la città vuota e  malinconica, contrasta con la sua voglia di vivere. Viene allora fuori la sua energia mentale e tutto vibra come in un ritmo funky.

La storia della ragazza che osserva la città deserta è molto visiva. Ti capita spesso di scrivere canzoni partendo da scene quasi cinematografiche?

Ho realizzato un CD  qualche anno fa, con atmosfere e argomenti fumettistici tratti anche da opere cinematografiche, che mi hanno sempre stimolato e ispirato.

In mezzo alla leggerezza del groove si percepisce anche una certa malinconia. È stato difficile trovare il giusto equilibrio tra queste due emozioni?

Essendo stato un batterista, amo molto i ritmi che “ fanno battere il piede”, ma nel comporre ho anche una predisposizione per le melodie e le atmosfere che toccano i sentimenti di chi ascolta (almeno spero). In questo brano e, in generale, in tutto il CD che lo contiene, ho cercato di trovare un equilibrio tra questi due aspetti.

Guardando al futuro, c’è un territorio musicale che non hai ancora esplorato e che ti piacerebbe affrontare?

Per il futuro mi intriga molto la musica Ambient: lavorare su paesaggi sonori particolari, senza l’assillo di esigenze commerciali.

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