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Una canzone nata dall’esperienza

Non tutte le canzoni nascono allo stesso modo. Alcune arrivano da esperienze vissute intensamente. In questa intervista Noglò racconta il percorso creativo dietro ‘Nelle Città’, tra viaggi, silenzi del deserto e il desiderio di trasformare un cambiamento personale in musica.

 

Quando si ascolta “Nelle Città” la sensazione è quella di un brano molto vissuto. Non sembra una canzone scritta a tavolino ma qualcosa che nasce da un’esperienza reale. Quanto tempo è passato tra il primo appunto e la versione finale del pezzo?

Il primo appunto è stato scolpito su carta nel lontano 2000 mentre mi trovavo nel deserto dell’ Arizona e cominciavo a suonare la chitarra e a comporre brani. E’ stato uno dei primi. Possiamo dire che in quel momento stavo vivendo una sorta di “disintossicazione” o “disidentificazione”. Stavo facendo morire una parte di me stesso, quella che fino a quel punto aveva creduto che la vita fosse come ce l’ avevano raccontata: la carriera, fare i soldi, il lavoro sicuro, l’ immagine, ecc…Mentre si stava facendo spazio dentro di me qualcosa di nuovo, qualcosa che voleva Essere più che apparire, qualcosa che gridava che non si può barattare la vita e la libertà per il denaro e una posizione sociale in una società che, a parere mio, dovrebbe rivedere parecchie cose. Ed è per questo che quel brano è un po’ carino, a parere mio, anche di rabbia, di dolore…perché era quello che stavo vivendo in quel momento. In questo momento, per esempio, il mio punto di vista è cambiato. E’ maturato dentro di me uno stato di accettazione di tutto ciò perché riconosco che è parte di un processo Divino di cambiamento e trasformazione, anche la città così com’ è. Quindi è tutto perfetto. Non ci vivrei mai, ma è utile per fare comprendere determinate cose. La sua struttura finale con gli arrangiamenti è stata completata nel 2023 con il supporto del Maestro polistrumentista Federico Mastro Nardi di Buenos Aires e un team di musicisti scelti da lui della scena Argentina. Tutti musicisti di ottimo livello…e negli arrangiamenti si sente! Quindi, in ultima battuta per rispondere alla tua domanda, 23 anni dall’ inizio alla fine. Un pezzo di Vita. E devo dire che la situazione nelle città non è cambiata per nulla…o quasi.

Nel testo emerge una critica piuttosto netta verso la superficialità di certi contesti urbani. Ti capita mai di pensare che questa visione possa essere fraintesa come una fuga invece che come una scelta consapevole?

E’ ovvio che ognuno vede e sente ciò che vuole vedere e sentire…ed è libero/a di farlo. Potrebbe anche essere che in principio, ci possa essere stato tra gli ingredienti del mio errare, una certa spinta che poteva avere quel sapore. Solo in apparenza però. Ero sicuramente un giovane disadattato di questa società, ma anziché finire come spesso accade a molte anime fragili, ho trasformato quella spinta in una propulsione verso un vero e radicale cambiamento di me stesso a 360°. Da ciò che mangio a come respiro, da ciò che bevo a come cammino, dalla qualità delle mie relazioni alla cura del pianeta nel mio piccolo e nelle mie scelte quotidiane….quindi, credo che se fosse stata una fuga non avrei realizzato tutto ciò che con impegno e dedizione ho invece portato avanti. Dedicarsi alla Terra, alla famiglia, alla costruzione di case in bioedilizia,  essere parte di un movimento di cambiamento che è in atto da ormai più di due decenni qui nella nostra zona ma che sto e voglio portare in giro per l’ Italia, con seminari di autocostruzione in bioedilizia accompagnati da musica e riflessioni, non si fa senza una reale scelta consapevole.

Il concept dell’album “Alla Terra Ritornare” parla di risveglio spirituale. La musica per te è più un mezzo di denuncia sociale oppure uno strumento di ricerca interiore?

Come diceva “Quello”…la seconda che hai detto!!!…Scherzo. Battute a parte, direi entrambe. Io credo da anni che il ruolo dell’ Artista sia proprio questo: essere portatore di una sensibilità speciale (che può essere la sua più grande fragilità e nello stesso momento la sua più grande forza) che gli permette di vedere e percepire, alle volte anni in anticipo sulle masse, che ci sono delle ingiustizie, che si potrebbe vivere diversamente, che potremmo essere tutti più felici…parafrasando De Andrè, uno dei miei più grandi Maestri: che deve esserci un modo di vivere senza dolore…e usare l’ arte per comunicare alle masse questi messaggi. Tutta questa sensibilità, molto spesso è accompagnata da un lavoro di ricerca interiore che gli permette di sviluppare determinate sensibilità. Non trovo che ci sia una reale divisione tra le due faccende. Credo che nel momento in cui intraprendi un percorso di ricerca interiore i tuoi occhi e i tuoi sensi si dischiudono alle ingiustizie di questa società sofferente e quindi, se puoi, fai del tuo meglio per aiutare chi hai accanto e anche chi è più lontano, a vedere la via d’uscita, a capire che un mondo migliore è possibile, che si può essere veramente felici…ma bisogna stravolgere le carte in tavola…e per quello ci vuole coraggio!

Se un ragazzo che vive oggi in una grande città ascoltasse “Nelle Città”, quale pensiero speri che gli resti dentro dopo l’ascolto?

Che oggi più che mai, bisogna rendersi conto che esiste un sistema politico, economico, sociale, educativo, religioso, ecc…che ha il controllo di tutto e tutti. Che non si può più fare finta di niente e pensare che domani sarà sempre meglio…il cambiamento siamo noi! Il potere siamo noi! Loro continuano a fare ciò che fanno perché noi glielo concediamo senza opporci. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel pianeta” diceva Quelo …e quindi spererei che questo brano possa aiutare a vedere che ci sono molte cose che non vanno e che possiamo decidere di non accettare. E quindi muoversi verso qualcosa di nuovo, lontano dalle regole e dagli schemi che qualcun’ altro ha deciso per noi. La Vita è un Miracolo…è Meravigliosa, ma noi la stiamo rendendo brutta e cupa…nelle metropoli lo è ancora di più. La natura invece è Madre, è calma, ridona la pace, cura le nostre ferite, ci aiuta a trovare il nostro centro. Spero che il brano “Nelle Città” possa stuzzicare la curiosità di ascoltare anche il resto dell’ album e faccia scoprire il bello che questo Mondo ha da offrire. Perché non dobbiamo mai dimenticare che c’è anche tantissimo di bello in questo Mondo…bisogna solo cercarlo.

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