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Equilibri sottili tra intimità e ascolto

Ci sono brani che restano addosso senza fare rumore. Un quarto di luna si muove proprio così, in equilibrio tra delicatezza e chiarezza. Questa intervista prova a entrare in quella zona, dove le parole non spiegano tutto ma suggeriscono molto.

 

Questo brano sembra nascere da una dimensione molto intima ma arriva in modo semplice. È difficile trovare questo equilibrio? 

Per me è sempre stato un grosso problema l’equilibrio e nei testi poi ho sempre avuto il gusto personale della sfida , quanto tempo a trovare un modo per dire le cose e sorprendermi senza mai  dover dare peso alla richiesta di comprensione ,forse una cosa abbastanza ovvia quando ci si muove fondamentalmente nel pop ma per me estremamente noiosa. Alla fine mi sono concesso da sempre il grande lusso di cercare un mio modo fatto di immagini e inquadrature a discapito di un racconto lineare, oggi vomitano parole e testi che sembrano le istruzioni Ikea per il montaggio di un mobile, ho sempre voluto stimolare me e coloro che mi seguono curiosi, poi dopo grossi cambiamenti nella mia vita provata e personale mi sono ritrovato coinvolto in una sorta di nuova folgorazione lungo il mio cammino e senza rinunciare al mio percorso di una vita è caduta addosso UN QUARTO DI LUNA…un racconto autentico, un inno alla semplicità…la voglia di un altrove via da questo tempo buio….

Hai parlato di un’esigenza comunicativa quasi “irrecuperabile”. Cosa rischiavi di perdere se non scrivevi questa canzone? 

Ho perso luca per molto tempo, ho perso la forza e la volontà di essere semplicemente me stesso, non ho tradito i miei valori, ho smesso la battaglia per rivendicarli e mi sono ritrovato alla continua mediazione della mia personalità ,qualcosa che poi facciamo un po’ tutti ,no? Ho deciso che la convenzione, il quieto vivere a fronte di un accomodamento non potevano essere un terreno felice e sano per il mio temperamento, ho voluto cercare spazi, luoghi  e stimoli nuovi in grado di potermi concedere di ridisegnare distanze quanto vicinanze in linea con una nuova o meglio rinnovata armonia e in tal senso questo brano è la chiave di lettura-

Nel tuo percorso hai toccato anche temi sociali ed ecologici. Qui invece sembra tutto più personale. È una pausa o una nuova direzione? 

Sono tornato ad un approccio che non avevo più considerato ,sono tornato veramente a raccontarmi, a guardare con il mio sguardo diretto senza più artefizi più o meno voluti che si rifacevano a miei studi personali e filosofici. Un quarto di luna mi ha riportato a 20 anni fa, alla dimensione verace e sanguinea ma con ovviamente una padronanza differente nell’esposizione…..la forma ha la sua rilevanza. Credo che sia una direzione, probabilmente non la definitiva ma con grandi spazi da esplorare

Che rapporto hai oggi con il pubblico? Ti immagini queste canzoni più da ascolto solitario o condiviso? 

Colline orientali, L’imbarazzo, Refill, Che Ambaradam  e ovviamente Un quarto di luna sono canzoni estremante caratterizzate, parlo evidentemente di una mia ricerca personale che poco è affine con la produzione tutta odierna ma ho già visto nelle prove e in alcune occasioni ristrette un certo divertissement del pubblico, il ritmo per alcune e il mood di altre si prestano ad un coinvolgimento naturale che arriva per esperienza 90 su 100 dall’ascolto live piuttosto che dallo stream. Del resto, provo a sentire in cuffia piuttosto che su un certo tipo di riproduttore un mio brano, noterai sia in voce  che in suoni situazioni che per cell o pc si perdono con grande facilità e invece nascondo l’essenza della mia musica…..lancio una sfida insomma!!!!!!

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