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Il progetto artistico di Lama e il significato di “Vita”

Uno sguardo sul percorso di Lama attraverso il singolo “Vita”, tra ricerca musicale e riflessione personale, con uno stile che unisce intensità e immediatezza senza perdere autenticità.

 

Nel tuo percorso si nota una continua ricerca, sia sonora che nei contenuti: quanto è importante per te non ripeterti mai davvero?

E’ molto importante per dare un segno di evoluzione sonora e anche nei testi ma seguendo comunque una coerenza di poetica e di tematiche raccontate. Resta comunque un fil rouge che cerco di seguire ma evolvendomi nello stile e nel modo di raccontare le cose, sia musicale sia lessicale.

Il contrasto tra rabbia e speranza in “Vita” è molto evidente, ma a tratti sembra quasi sbilanciato verso la tensione: è una fotografia fedele del momento che stai vivendo?

Ma io penso che sia una fotografia fedele del momento che stiamo vivendo un po’ tutti quanti noi, e gli artisti hanno solo più sensibilità per poterlo trasferire alle altre persone. E’ un momento di tensioni, sociali, politiche, economiche e anche una fase di transizione e di trasformazione che non si sa dove veramente porterà nel futuro e “Vita” cerca di spiegarlo in parole semplici senza tanti giri di parole ma di mantenere la luce della speranza sempre accesa.

Nel comunicato si parla di un “grido rivolto all’esistenza”: ti senti più in dialogo con te stesso o con il mondo quando scrivi?

Mi sento in dialogo con me stesso principalmente ma anche col mondo, perché nessuno di noi è veramente avulso dal contesto in cui vive, anzi viene modellato da quest’ultimo. Quindi questo nuovo singolo è un grido di rabbia, di paura, di tensione forte ma ripeto, anche di speranza e di fiducia che qualcosa, alla fine dei conti, possa veramente ancora cambiare in meglio.

Le tue esperienze con premi e riconoscimenti hanno cambiato il tuo modo di approcciarti alla musica o resti ancorato alla stessa urgenza iniziale?

Le mie esperienze con eventi prima regionali, poi nazionali mi hanno arricchito dal punto di vista musicali ma soprattutto da quello personale. Ho avuto occasione di esibirmi con i miei inediti davanti a giurie di qualità, ma anche di conoscere altri artisti che hanno arricchito il mio bagaglio umano e di conoscenza della vita e della musica stessa. Son grato al mio percorso di questi sei anni perché mi son tolto piccole e grandi soddisfazioni e spero che si continui così ancora a lungo.

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