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Una fotografia emotiva della notte

“Nella mia mente” racconta la vita sociale con uno sguardo quasi cinematografico. I Basene costruiscono una scena fatta di persone, pensieri e sensazioni sospese. Il risultato è un brano che alterna movimento e introspezione mantenendo sempre una forte identità narrativa.

 

La prima cosa che colpisce di “Nella mia mente” è l’ immagine del locale pieno di persone ma con il protagonista isolato nei suoi pensieri. Da dove nasce questa idea narrativa?

Nasce da un’ estremizzazione della realtà che osserviamo ogni giorno .È una sorta di denuncia ,una critica alla frivolezza e alla fragilità dei rapporti moderni ,dove spesso ci si ritrova vicini fisicamente ma distanti anni luce a livello emotivo. In questo contesto, il” giù” del ritornello simboleggia proprio questo sprofondare in un abisso di superficialità: un isolamento forzato che avviene paradossalmente proprio nel mezzo del caos e della socialità apparente.

Il vostro percorso passa molto dai palchi e dal contatto diretto con il pubblico. Quanto influisce questa esperienza quando componete una nuova canzone?

Influisce moltissimo, senza ombra di dubbio. Già nel momento in studio, quando iniziamo ad arrangiare un brano, la sua futura dimensione live incide drasticamente sulle nostre scelte. Siamo fermamente convinti che ciò che offriamo sulle piattaforme debba rispecchiare onestamente quello che siamo capaci di dare dal vivo. Vogliamo creare un rapporto diretto e trasparente con chi ci ascolta: il live è per noi l’ apice dello scambio artistico, il momento in cui le emozioni smettono di essere impulsi digitali e diventano vibrazioni reali tra noi e il pubblico.

Ascoltando il brano si percepisce un approccio molto sincero, quasi cinematografico. Avete mai pensato che alcune vostre canzoni potrebbero diventare colonne sonore perfette per film o serie?

Assolutamente sì. Il nostro intento principale è proprio quello di proiettare immagini nella mente dell’ ascoltatore, rendendolo partecipe di un film interiore. Ci piace pensare che la nostra musica non sia solo da ascoltare ,ma da” vedere”: scriviamo con una sensibilità visiva ,cercando di creare atmosfere che possano vestire perfettamente una scena cinematografica o un momento di vita vissuta.

Guardando avanti, cosa sognano oggi i Basene ?Più concerti, nuovi dischi o magari una direzione musicale ancora diversa?

Il sogno primario oggi sono i concerti .Il palco è il luogo dove riusciamo a esprimerci al meglio ;il contatto fisico con il pubblico è la nostra linfa vitale ,oltre che il punto più alto della nostra comunicazione. In questo momento non desideriamo altro che la possibilità di intraprendere un tour che ci permetta di portare la nostra musica ovunque, per consolidare quel legame umano che solo la musica dal vivo sa creare

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