Con “Rosso Vivo”, i Tepura attraversano diverse atmosfere mantenendo una forte coerenza emotiva. L’intervista esplora il rapporto tra energia, introspezione e racconto musicale, evidenziando le scelte che definiscono il carattere del disco.

“Lunghi Passi” ha un’energia completamente diversa rispetto ad altri brani. È stata una pausa o un passaggio necessario?
Ciao, amici di Blog Music e grazie per l’ospitalità. Lunghi passi ha una storia particolare, è il brano preferito dal papà di Denis, ma anche quello che Denis ha sempre ritenuto meno interessante di tutti. Inoltre ha la profonda capacità di “cambiare accordi ogni volta che la suoniamo” senza leggerla da un leggio, è un mistero! Una volta portato in studio, però, ha mostrato tutta la sua versatilità. Denis ha voluto al suo interno un “basso cubano” e poi si è deciso di portaci tutte le influenza latinoamericane per intero, con le sonorità tipiche di quei luoghi. Il risultato, saltellante e decisamente ballabile, ci ha fatto innamorare di questa canzone ed ora è un’occasione perfetta per far battere le mani alle persone nei nostri live!
Nel disco convivono momenti molto intimi e altri più aperti. Come trovate questo equilibrio?
Crediamo che ciò avvenga in modo molto naturale. Le nostre composizioni parlano di noi, sono un mezzo per comunicare dei messaggi. Questi messaggi provengono dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni, che per loro natura, variano e passano esattamente tra momenti aperti e momenti più intimi. Probabilmente, portando noi stessi nei nostri lavori come esseri umani, riusciamo a far passare queste caratteristiche intrinseche proprio grazie alla creazione di queste variazioni negli spazi emotivi.
“La macchina del tempo” ha un’immagine molto forte legata all’umanità. Quanto vi interessa raccontare anche il presente sociale?
Per noi è molto importante e la “Macchina del tempo” è sicuramente un ottimo esempio, ma lasciateci citare anche altre nostre composizioni in tema. Abbiamo “Nessuno escluso” dove raccontiamo dei disagi sociali dei lavoratori, “Perfetta così” dove un’odalisca balla per liberarsi dalla sua schiavitù e soprattutto “Come stelle” (il nostro primo singolo) dove gli alieni, arrivati sulla terra in pace, temono di entrare in contatto con noi a causa della nostra natura diffidente e guerrafondaia. Tutti questi lavori, oltre tanti altri brani, sono disponibili nel nostro album d’esordio “Rosso Vivo”, a cui invito tutti i lettori all’ascolto.
Quanto conta per voi oggi essere riconoscibili in un panorama musicale così pieno di proposte?
E’ una domanda difficile ed è altrettanto difficile trovare risposte specifiche. Diciamo che non ci poniamo troppo il problema e cerchiamo di tenere un filo diretto con i nostri ascoltatori, creando assieme a loro lo spettacolo stesso che portiamo, creando un interscambio di energie formato d’ascolto ed arte. Questo ci permette di portare il nostro messaggio, perché senza qualcuno che doni il proprio ascolto e la propria attenzione, gli artisti non potrebbero esistere. Per chi volesse far parte di tutto ciò ci trova sulle nostre pagine disponibili a questo link http://linktr.ee/tepura.music
A presto!