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Lara Letizia debutta “con il padre”: un disco di canzoni rilette e rivissute

“Odòs” è il primo album di Lara Letizia, un progetto pubblicato da Raphaels Entertainment che nasce dall’incontro tra il suo percorso artistico e le composizioni del padre Umberto Raffaelli. Otto brani, scritti nell’arco di decenni e reinterpretati con uno sguardo contemporaneo, danno forma a un viaggio musicale che attraversa generi, emozioni e generazioni, trovando nella varietà delle sonorità il segno distintivo della sua identità. Tante le soluzioni stilistiche che incontreremo… tante le riletture del tempo passato, dai suoni di karaoke ei più attuali auto-tune ormai manifesto di mode di un recentissimo passato. Siamo in bilico tra generazioni… un disco che significa tanto anche come incontro di tempi e di modi.

Molte canzoni nascono in epoche differenti e portano con sé sensibilità lontane nel tempo. Ti sei mai sorpresa nel trovare, dentro testi scritti decenni fa, domande che parlano ancora perfettamente al presente?§
No, anzi è stato questo uno dei motori che ha dato il via al progetto “Odòs”. In questo momento dove i nuovi Idol, pensano ad essere più dei paladini dei grandi temoni, invece di fare arte, come anche sostenuto da De Gregori, uno dei più grandi maestri della nostra Musica; ritrovare domande e temi “semplici”, come il concetto dell’amore, vissuto così come semplice sentimento, oppure dell’abbandono, sempre trattato con la semplicità, ma allo stesso tempo con anche la profondità che solo la poesia e la musica sanno dare, mi ha spinto a fare e ad uscire con quest’album.

E hai inserito qualcosa del futuro in questo lavoro? Video e A.I. a parte intendo…
La storia insegna: il passato, spesso, torna come futuro, modificandosi, adattandosi, ma torna… Così io vedo questo progetto: i temi della semplicità, del sentimento che torna in quanto tale nella musica, della storia vista come storia da raccontare così come facevano i cantastorie medievali, sono tutte cose che la gente sta tornando a cercare. In un mondo di iper informazione, dove siamo costantemente bersagliati da info, fake news, notizie… vedo che la gente sta tornando a cercare quegli spazi di puro svago, dove poter ascoltare musica o vedere film per puro piacere estetico, senza voler, per forza, ricevere delle informazioni subliminali ogni volta. Per quanto riguarda i video, il percorso di Odòs e un percorso di 15 anni: quindi con mio fratello Luca, Importante Attore e Regista, nonché regista di tutti i video dell’album, abbiamo pensato di trasferire queste canzoni in un mondo onirico, basato su videogame, cartoni, manga, anime, insomma, un’altra delle mie passioni.

Con tuo padre che lavoro è stato?
Il lavoro con Papà è stato un lavoro entusiasmante, anche se in alcuni momenti difficile. L’obiettivo era quello di adattare le canzoni al mio modo di intendere la musica e alla mia vocalità, senza andare a snaturare e a levare l’anima alle canzoni. Effettivamente ci abbiamo messo 15 anni, ma alla fine abbiamo raggiunto un traguardo, a mio e suo parere, che ha pienamente reso felici entrambi. È stato un bellissimo viaggio, mano nella mano con il mio papà, un viaggio che porterò per sempre nel mio cuore…

E di queste canzoni, c’è una in particolare, un manifesto che pensi possa essere la “tua” canzone?
Ecco… qui viene il difficile. In ognuna di esse io mi ritrovo: se no, non le avrei scelte. Forse la canzone che è più mia è “Ma Come Prima”: non a caso è uscita come primo singolo, è stato rilanciata nella stessa data di uscita ed è il primo pezzo dell’Album.

E da questo disco? Il percorso dove punta ora?
Boh… Insomma non so! L’obiettivo era quello di uscire e vedere i riscontri. La voglia è quella di continuare, magari partecipare a qualche Importante rassegna canora, Stefano De Martino se vuoi capire, capisci… Comunque io continuerò a cantare e a produrre… e poi, Ad Maiora ……. Speriamo!

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