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Chi ha paura di essere “cretina”? I MalìaTheBand rispondono con un singolo

Un pomeriggio d’estate, una terrazza, un’ipotesi mai accaduta: da qui nasce “Cretina”, il nuovo singolo dei MalìaTheBand, accompagnato da un videoclip che strizza l’occhio alle sitcom anni Novanta. Un modo leggero e diretto per raccontare l’amore senza prendersi troppo sul serio.

 

Il videoclip di “Cretina” richiama apertamente l’estetica delle sitcom anni Novanta. Da dove arriva questa idea, e quanto è stato divertente girarlo?

In realtà l’idea è nata quasi per caso. Mentre giravamo ci siamo accorti che quelle scene avevano proprio l’atmosfera di una sitcom anni Novanta, e la cosa ci è piaciuta moltissimo. È stato molto divertente, ma anche molto naturale, perché io e Pamela ci conosciamo da trent’anni e nella vita siamo davvero così. Non avevamo un copione vero e proprio: le scene erano pensate solo in modo generico, mentre i movimenti, le reazioni e tanti momenti sono stati completamente improvvisati. In pratica, davanti alla telecamera, siamo state semplicemente noi stesse.

C’è qualche messaggio nascosto dentro “Cretina” che magari non tutti coglieranno al primo ascolto?

Mah, in realtà non c’è niente di nascosto. Noi cerchiamo sempre di essere il più trasparenti possibile, sia nei testi sia nel modo in cui li cantiamo. Cretina parla dell’accettarsi per quello che si è, con i propri pregi e i propri difetti, senza dover diventare qualcun altro per piacere agli altri. Poi ognuno può sentirci dentro qualcosa di suo, ma il messaggio è molto semplice: nella vita cercate di essere sempre voi stessi.

Tra tromba, basso e chitarra, il brano ha un suono molto caratteristico. Come nasce, dal punto di vista pratico, la scrittura di un pezzo del genere all’interno della band, tra idee individuali e lavoro di gruppo?

La chitarra elettrica, già dai primi arrangiamenti, era più o meno quella che si sente oggi. Io però avevo già in testa la tromba, perché mentre scrivevo la canzone mi immaginavo proprio questo suono in aperta campagna. Il solo iniziale, infatti, è nato prima con la chitarra acustica, ma già pensando che poi sarebbe stato suonato da una tromba. Da lì Martina ha costruito la parte di basso, accompagnando proprio quel giro. Poi, come succede spesso con noi, il pezzo si è formato lavorandoci tutti insieme e tante idee sono arrivate anche durante le registrazioni. La tromba completa è stata arrangiata e registrata per ultima, quando la canzone aveva già trovato la sua identità, ed è stata davvero il tocco finale.

Guardando avanti, cosa vi piacerebbe che il pubblico ricordasse dei MalìaTheBand tra qualche anno?

Ci piacerebbe che il pubblico si ricordasse soprattutto della semplicità con cui raccontiamo sentimenti e situazioni che fanno parte della vita di tutti i giorni. Vorremmo che, ascoltando una nostra canzone anche tra qualche anno, qualcuno potesse ancora riconoscersi e dire: “Questa cosa l’ho vissuta anch’io”. È anche per questo che cerchiamo, attraverso gli arrangiamenti, di rendere davvero il senso di quello che vogliamo dire. Per noi la musica non deve soltanto accompagnare le parole, ma aiutare a far arrivare ancora meglio il significato del testo.

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