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Karbonica, “La mia luce” e quella voglia di restare indipendenti nel rock italiano

La formazione siciliana riapre il proprio percorso artistico dopo alcuni anni di silenzio. Un nuovo singolo che unisce alternative rock e contenuto sociale, confermando una storia costruita lontano dalle scorciatoie

11 settembre 2026

Nel panorama indipendente non sempre la continuità coincide con la pubblicazione costante di nuovi brani. A volte significa soprattutto mantenere riconoscibile una direzione artistica anche dopo una pausa. È il caso dei Karbonica, formazione siciliana che torna con “La mia luce” dopo un periodo di inattività iniziato nel 2018.

La canzone, registrata nel 2021 e rimasta finora inedita, diventa così il punto di collegamento tra due fasi differenti della storia del gruppo.

Da una parte c’è il percorso costruito a partire dal 2008, con due album, singoli, concerti, festival e una significativa attività radiofonica. Dall’altra c’è un presente nel quale la band torna a interrogarsi sul ruolo della musica e, più in generale, sulla capacità dell’arte di mantenere una propria autenticità.

Il tema centrale di “La mia luce” è infatti il rifiuto dell’appiattimento.

I Karbonica descrivono un contesto segnato da impoverimento culturale, perdita della memoria e riduzione della curiosità. A questa situazione oppongono la ricerca di valori considerati genuini e soprattutto la capacità di utilizzare la ragione come strumento di difesa dall’omologazione.

La questione coinvolge direttamente anche il mondo musicale.

In un settore nel quale velocità, riconoscibilità immediata e necessità di intercettare le tendenze rappresentano componenti sempre più centrali, la band sceglie di tornare attraverso un pezzo che ribadisce la volontà di procedere secondo una propria identità.

Musicalmente “La mia luce” conserva un’impronta alternative rock. Una melodia malinconica viene inserita in una struttura ritmica scandita, mentre la progressione sonora accompagna una crescente determinazione.

È una costruzione coerente con il significato del testo: non una semplice fotografia del disagio, ma il passaggio verso una reazione.

La storia precedente dei Karbonica aiuta a comprendere meglio questa impostazione.

La band nasce in Sicilia nel 2008. Nel 2012 arriva “Live in Studio”, seguito nel 2016 dall’album “Quei colori”. Nel frattempo la formazione pubblica diversi singoli capaci di ottenere una significativa esposizione radiofonica.

“Quel bisogno che”, “La tua rivoluzione”, “L’inganno” e “Pezzo d’Africa” sono alcuni dei titoli che hanno caratterizzato quel periodo.

La diffusione supera complessivamente il migliaio di emittenti e arriva anche a Radio Rai2. “L’inganno” viene presentato all’interno di Musica Med Live e raggiunge la posizione numero 31 della Indie Music Like del MEI.

La band partecipa inoltre alle finali nazionali di Rock Targato Italia nel 2014 e Sanremo Rock nel 2018, mentre nel 2016 prende parte al progetto celebrativo dedicato al trentennale di “17 RE” dei Litfiba registrando “Cane”.

Un percorso che ha permesso ai Karbonica di costruire progressivamente un’identità riconoscibile senza abbandonare la dimensione indipendente.

“La mia luce” riprende esattamente questo filo.

È una canzone che parla di libertà di pensiero ma, contemporaneamente, ne applica il principio alla stessa scelta artistica della band: continuare a percorrere una strada personale.

Dopo anni di silenzio, dunque, il ritorno dei Karbonica non sembra voler cancellare ciò che è stato. Al contrario lo utilizza come punto di partenza.

E in un panorama musicale nel quale ogni ritorno rischia facilmente di trasformarsi in un’operazione nostalgica, “La mia luce” sceglie una prospettiva differente: recuperare il passato soltanto per ribadire una direzione verso il futuro.

Spotify:
https://open.spotify.com/intl-it/artist/4I1eh7RojPVubEgrzdgueG?si=qLPRqtsBTmayjSTri3QSdg
Soundcloud:
https://soundcloud.com/karbonica?utm_source=clipboard&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing
Instagram:
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