Sette brani costruiscono un racconto fatto di fede, fragilità, critica dell’arte contemporanea, conformismo e zone oscure della coscienza
Ci sono album che raccolgono semplicemente canzoni e altri che cercano di costruire un universo. “Dai ciliegi”, progetto d’esordio di Apalis, appartiene decisamente alla seconda categoria. Il disco attraversa temi profondamente diversi, ma mantiene un filo narrativo preciso, fatto di spiritualità, osservazione sociale, ironia e domande sull’esistenza.
La struttura del lavoro emerge con particolare chiarezza guardando ai brani che lo compongono. “Memento” apre una riflessione sulla dimensione materiale dell’uomo e sul mistero del sacro. La canzone affronta il tema del destino dell’anima, del sacrificio e della coerenza individuale, inserendosi subito in quella componente spirituale che percorre l’intero progetto. Apalis – Dai ciliegi
Con “Son diroccate le porte dell’arte”, invece, lo sguardo si sposta sul mondo culturale. Il brano diventa una denuncia poetica della trasformazione dell’arte in prodotto di consumo, sostenuta da una scrittura in endecasillabi e da un impianto orchestrale solenne. Non si tratta soltanto di una critica al mercato, ma di una riflessione più ampia sul rapporto tra cultura e società contemporanea. Apalis – Dai ciliegi
Il tono cambia con “Giorgio”, racconto ironico e tagliente di una disputa familiare. Fragilità, egoismi e risentimenti vengono osservati attraverso una narrazione che alterna sarcasmo e attenzione ai comportamenti umani. Apalis – Dai ciliegi
La title track “Dai ciliegi” assume invece il carattere di una parabola spirituale, nella quale la fragilità della natura diventa metafora della condizione umana e della possibilità di redenzione. Con “Futur Führer” il progetto affronta il terreno della satira distopica, interrogandosi sul conformismo e sull’accettazione passiva di logiche collettive. Apalis – Dai ciliegi
Ancora più introspettivo è “I demoni”, viaggio nelle zone oscure della coscienza e nelle influenze invisibili che possono alterare memoria, giudizio e consapevolezza. A chiudere il percorso arriva “Il mistico”, che osserva con sottile ironia le figure che pretendono di interpretare e guidare la realtà, mettendo in evidenza la distanza tra ideali dichiarati e comportamenti concreti. Apalis – Dai ciliegi
Nel suo insieme “Dai ciliegi” funziona dunque come un mosaico. Ogni brano affronta un tema autonomo, ma tutti partecipano alla costruzione di una stessa domanda: quanto siamo consapevoli di ciò che siamo, di ciò che crediamo e delle strutture che condizionano il nostro modo di vivere?
È questa tensione tra dimensione interiore e osservazione della società a rendere l’album qualcosa di più di una semplice raccolta di canzoni.
ASCOLTA IL DISCO Dai ciliegi
