Con “In tutto questo tempo”, il cantautore astigiano torna a esplorare le relazioni attraverso una scrittura introspettiva. Un brano che unisce la tradizione della canzone d’autore italiana alle sonorità del pop-rock contemporaneo
Quando il passato continua a parlare
La memoria rappresenta uno dei territori più frequentati dalla canzone d’autore. Il ricordo di una relazione, le parole rimaste in sospeso e le emozioni che resistono al passare del tempo costituiscono elementi narrativi capaci di attraversare generazioni e linguaggi musicali.
In questo contesto si inserisce “In tutto questo tempo”, il nuovo singolo di Luca Fogliati, cantautore piemontese che continua a sviluppare un percorso artistico tra rock italiano, sensibilità pop e scrittura personale.
Il brano, in radio dal 6 novembre 2026, affronta il rapporto tra memoria e sentimenti, raccontando ciò che rimane quando una relazione si conclude ma continua a occupare uno spazio importante nella vita di chi l’ha vissuta.
La composizione parte da un’esperienza riconoscibile: la consapevolezza che il tempo può modificare le circostanze senza necessariamente cancellare il significato di un legame.
Una riflessione sulle relazioni
Uno degli aspetti centrali del brano riguarda il modo in cui le esperienze passate continuano a influenzare il presente.
Le persone cambiano, le abitudini si trasformano e le strade possono separarsi, ma alcuni ricordi conservano una particolare intensità emotiva.
Fogliati osserva questa condizione senza limitarsi alla dimensione malinconica.
Il racconto comprende anche le parole mai pronunciate, i momenti condivisi e quella speranza che talvolta accompagna la memoria di un rapporto importante.
Il passato non diventa necessariamente qualcosa da recuperare, ma un’esperienza da riconoscere come parte della propria crescita.
È proprio questo passaggio a conferire alla canzone una dimensione più ampia rispetto al tradizionale racconto di una separazione.
La costruzione musicale
Dal punto di vista sonoro, “In tutto questo tempo” si sviluppa attraverso un linguaggio pop-rock che accompagna l’evoluzione emotiva del testo.
L’arrangiamento, firmato da Beppe Lombardi, parte da una dimensione raccolta e lascia progressivamente spazio a una struttura strumentale più articolata.
Chitarre, basso e batteria contribuiscono a costruire un percorso nel quale la malinconia iniziale si trasforma in una consapevolezza più luminosa.
Particolarmente significativo è il solo finale di chitarra, concepito come naturale prolungamento delle emozioni espresse dalla voce.
La costruzione musicale non si limita quindi a sostenere la melodia, ma partecipa direttamente al racconto.
Una carriera costruita sul palco
Luca Fogliati nasce ad Asti nel 1991 e inizia a scrivere canzoni all’età di dodici anni.
Parallelamente all’attività con diverse tribute band, fonda il gruppo I Volume, con il quale sviluppa un’intensa esperienza concertistica, superando i duecento live.
Nel corso degli anni ottiene riconoscimenti in diversi concorsi nazionali, tra cui il Premio della Critica all’Acanto Festival nel 2010 e il Premio San Jorio Festival nel 2016.
L’esordio discografico da solista arriva nel 2018 con “Selfie”, seguito da ulteriori pubblicazioni che contribuiscono a definire il suo percorso cantautorale.
Nel 2021 pubblica il primo album, “Per Te”, accompagnato dal singolo “Vertigine”.
La continuità del percorso artistico
Dopo “Controcorrente”, “Vittime” e “La storia non si fa”, Fogliati torna con una composizione che conferma la centralità della scrittura emotiva.
“In tutto questo tempo”, realizzato in autoproduzione, si inserisce in una ricerca musicale nella quale l’esperienza personale diventa il punto di partenza per raccontare sentimenti universali.
Il nuovo singolo mostra come la canzone d’autore possa continuare a utilizzare il linguaggio pop-rock per affrontare temi intimi senza rinunciare all’immediatezza.
Una proposta che affida alla memoria non soltanto il compito di custodire il passato, ma anche quello di attribuire un significato al presente.

