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404: anomalia indierock di stampo british

Nessuna anomalia. O anzi si se pensiamo che ormai la moda e l’abitudine si attesta nel rock patinato di pop che al massimo ha qualche distorsore decisamente digitale. Ma si sta tornando a suonare e i grandi lo dimostrano con nuovi dischi personali. E i giovani che esordiscono hanno sempre più accanto modelli “antichi”, di quando anche il pop da cassetta era suonato. E qui tiriamo fuori dal cilindro bellissime tinte di quel punk morbidissimo che poi diviene pop rock e arriva dal tempio inglese di un certo glam. Sono i 404, al secolo Massimo De Bellis e Giuseppe Buongiorno, che sfornano un disco d’esordio dal titolo “Black glass of gin” ampiamente dedito a quella scena, con troppe ombre nel cassetto ma anche con coraggiosa personalità che si arrischia nel violentare quelle abitudini… e il futuro fa capolino, purtroppo o per fortuna.

Leggerezza e tanta energia positiva in questo disco… un degno raccolto dopo gli anni della pandemia? Da cosa nasce…?
Nasce dalla voglia di voltare definitivamente pagina dopo due anni e mezzo durissimi per tutti e quindi con questo disco vogliamo tornare a raccontare finalmente un po’ di leggerezza, di serenità ma soprattutto di tanto ottimismo verso il domani.

Che poi la nostalgia sa anche trovare i suoi posti. E non mancano ballate dentro cui inneggiare alla speranza e al cambiamento. Potremmo dire che c’è tanto di sociale dentro?
Sicuramente c’è tanta vita di tutti i giorni. Un po’ tutti i testi parlano di storie comuni in cui chiunque si può rivedere o risentire. Vengono trattati temi come l’amore, l’amicizia, le delusioni… ma sicuramente come fai ben notare nella domanda anche nei pezzi più “pessimisti” c’è sempre un messaggio di fondo inneggiante ad un ottimismo verso un cambiamento in meglio, e di come questo atteggiamento positivo non possa non portare prima o poi ad un futuro migliore. D’altronde come viene cantato in Papers on the Rain “love will bring to you a brighter day”.

Un duo che dal vivo come farà a portarsi dietro tutta questa produzione? Cosa dobbiamo attenderci?
Nei live abbiamo sempre suonato accompagnati anche da un batterista e da un bassista, poi i miracoli che si riescono a fare con queste pedaliere fa sì che tutto sommato anche dal vivo le canzoni suonino abbastanza simili al disco. Magari poi ogni tanto ci piace proporre qualche brano in una versione diversa, per esempio in passato ci piaceva spesso variare Black Glass of Gin (una sera la suonavamo in un mood funky, quella seguente la proponevamo rockeggiante e addirittura una volta la riadattammo pure in chiave acustica). Ovviamente ora che è uscito il disco le suoneremo nelle versioni “ufficiali”.

E di certo, la mancanza di un video ufficiale ci dice che siete anche vintage nel modo di esserci o sbaglio? Che rapporto avete con i social e quant’altro?
In realtà dobbiamo ancora girarlo, ci stiamo prendendo del tempo perché vogliamo sia qualcosa di speciale ed unico, e prima o poi arriverà. Per quanto riguarda i social abbiamo una pagina Instagram dove oltre ad aver ovviamente pubblicizzato i nostri singoli e il disco, pubblichiamo vari contenuti riguardanti le nostre performance dal vivo, frammenti riguardanti il dietro le quinte delle nostre serate e vari spezzoni di vita da “sala prove”, il tutto sempre con un tocco di leggerezza e simpatia. Sicuramente i social possono permettere a gruppi emergenti come noi una buona visibilità. Varie persone si sono appassionate alla nostra musica dopo aver visto dei nostri video su Instagram o altri ancora sono venuti a vederci live perché avevano visto, anche casualmente, il post della serata dalla nostra pagina e da quel momento hanno iniziato a seguirci e ad apprezzarci. Se utilizzati in modo corretto sono effettivamente utili per questo tipo di attività.

La copertina di questo disco? Cosa ci leggiamo tra le righe?
In copertina ci sono io (Giuseppe) un bicchiere di gin e una bella bottiglia. Insieme al fotografo abbiamo voluto utilizzare questo scatto perché ci sembrava il più scanzonato e divertente. Avevamo fatto vari scatti, ma ci sembravano tutti troppo seriosi o plastici e alla fine abbiamo optato per questo che non era neanche voluto, ma d’altronde credo che rispecchi alla perfezione il contenuto del nostro disco, ovvero leggerezza, spensieratezza e sempre tanto ottimismo!