BABIL ON SUITE: il mondo a colori di “PAZ”

BABIL ON SUITE: il mondo a colori di “PAZ”

Si intitola “PAZ” questo nuovo disco dei Babil On Suite. Dj e producer siciliani ma anche due voci strepitose come quelle di Caterina Anastasi e Manola Micalizzi impreziosite anche dal funky rap Geo Johnson. E suona questo “Paz” sfogliando un concetto di pace e di armonia, di colori a spasso per il mondo meno industrializzato di mode e di futuro. Il suono è digitale, gli strumenti della tradizione world – quelli veri e non quelli programmati – non mancano e non manca neanche il piglio brasiliano in un luogo e africano in un altro. E poi ci voglio vedere dentro della saudade dell’era moderna in questi 11 inediti che davvero spaziano e non si fermano e neanche ci stanno a dividersi tra etichette ed orientamenti. Se da una parte suona la danza tribale di “Little Lamb” dall’altra scorre sospesa e con un non so bene cose di francese nel retrogusto la title track “Paz”. Un album da esplorare se aver fretta del ritorno a casa… il singolo con la partecipazione di Mario Venuti è tutto racchiuso in questo video di lancio – clicca qui.

Ho sempre pensato che l’incontro e la contaminazione siano armi importanti per l’arte e la scrittura. “Paz” probabilmente dimostra questo non credete?
Sì, è così. Tra il primo album e quello attuale c’è la costante della contaminazione, che in sé ha generato il cambiamento frutto anche dell’ingresso dei nuovi elementi nella band, che hanno portato nuova linfa al nostro approccio alla scrittura. PAZ è il contenitore sonoro del nostro percorso artistico: c’è l’incontro di lingue e di stili, un po’ come è nel nostro stile “Bos”, la pace non è semplicemente assenza di guerra, è equilibrio interiore, è serena condivisione, è dialogo. Per nostra fortuna c’è la musica.

Dunque di contro vi chiedo: Sanremo, il calderone della televisione che mette tutti contro tutti nelle sfide guidate dalle giurie… voi che ne pensate?
Se avessi voglia di ascoltare un festival della musica italiana non sceglierei di certo il Festival di Sanremo, ma per citarne uno preferirei un premio Tenco, ma è più’ facile trovarlo in streaming che nella tv Nazionale, ma ciò non toglie che Sanremo oltre ad essere tra le vetrine più importanti è anche uno specchio della cultura contemporanea, del tessuto sociale e politico del nostro paese, o si guarda più per quello ecco.
La giuria di qualità è importante, ma se si opta per la giuria popolare, il voto va rispettato, trovo sbagliato che sia a pagamento, come abbiamo visto il sodalizio non è stato dei migliori, ma il festival è anche questo, la polemica fa parte dell’entertainment.

Perché l’inglese? Certo pare ovvia la risposta… forse… o forse mi incuriosisce di più sapere perché non tante altre lingue visto che andate a spasso tra Brasile e Africa…?
Siamo sempre stati attratti dalla musicalità di alcune lingue come ad esempio lo Swahili sono rotonde, in qualche modo c’è un richiamo quasi viscerale, certo l’inglese è la lingua universale ma non l’unica, visto il messaggio corale del nostro album abbiamo voluto dare spazio a più “voci”, la stessa presenza di Manola Micalizzi e Geo Jhonson ha reso naturale pensare alle due lingue portoghese e inglese.

Lucio Dalla… l’omaggio è importante ma io voglio leggerci il sotto testo sociale in questo disco. La vita, la quotidianità, come un cinema in cui tutti facciamo gli attori o le comparse…
Come i lunedì sera degli anni ’80 quando a fare da apripista prima di gustare le anteprime internazionali sul piccolo schermo arrivava la sigla di Lunedì Film, scritta e cantata da Lucio Dalla. La citazione è il nostro omaggio a lui.
… siamo tutti attori protagonisti e spettatori della nostra vita, “Stai leggendo il tuo copione e so che sono tutte bugie. Ti porterò dove il tempo incontra le possibilità”, è il cinema della nostra esistenza.

E ricordiamolo ancora: come siete a farvi produrre il primo disco da un grande come Dalla?
Lo conoscemmo molti anni fa, al Festival Lucio Dalla and Friends e, neanche a dirlo, in un porto, fumava una sigaretta seduto in una panchina di fronte al mare, è stato come vedere una copertina dei suoi album.

Il cuore dei Babil On Suite… questi compositori e dj siciliani. Hanno un nome? O lasciamo davanti le luci solo le voci compresa quella di Geo Johnson?
Le voci del gruppo hanno la grande capacità di trascinare il cuore del nostro sound, dietro ci sta l’esperienza di ognuno di noi (musicisti e dj) e il contributo artistico indispensabile di Salvo Dub, producer della band.

Giancarlo Susa