Davide Buzzi: il rock italiano d’annata

Inizierà tra poco e precisamente – anzi ufficialmente – dal prossimo 10 Settembre una vera e propria Trilogia che avrà termine nel 2019. Tre dischi che il cantautore svizzero italiano Davide Buzzi presenterà alla critica e al suo pubblico. Il primo disco, il primo capitolo, esce appunto il 10 Settembre e si intitolerà “Non ascoltare in caso d’incendio”. Noi di BlogMusic lo abbiamo ascoltato in anteprima e non sarà nostra intenzione svelarlo subito, ora, su due piedi. Giusto qualche pillola. Una prima grande impressione che colpisce è la semplicità del tempo passato da cui Buzzi pesca a piene mani. Ritroviamo quel rock italiano che non ha pretese internazionali ma si adagia sugli allori della bellezza melodica. Nello specifico il suono di questo disco ci sembra povero di grinta tra le basse frequenze…a tratti a dire il vero mancano proprio e questo, se da una parte sembra essere scomodo al gusto, dall’altra celebra il vero vintage dei giorni nostri. Per molti tratti di questo disco sembra davvero di ascoltare qualcosa che proviene dai mitici anni ’70…se non fosse poi per la pulizia e il mix di molti arrangiamenti. E qui cogliamo l’occasione per citare la produzione artistica di Alex Cambise. L’intonazione spesso vacilla ma anche questo lo leggiamo come segno di espressione ed istinto che sicuramente si è voluto conservare a discapito di una perfetta fattura industriale. La collaborazione poi con Massimo Priviero che troviamo sia nell’omaggio che Buzzi ne fa con un suo inedito dal titolo “Canzone d’addio” e sia nel brano “Salvatore Fiumana” che lo stesso Buzzi canta con Priviero. Direi che è un momento di grande gusto e storia italiana che celebra questo mood rocker che Buzzi vuole mantenere. E tanto per dare ancora una svolta al tutto ascolterete un brano dolcissimo, antico anch’esso ma di altri costumi e tendenze…si intitola “Non ti scordare di me” il cui testo è di Dario Gay che molti ricorderanno per la sua grandiosa carriera. Insomma non vogliamo dilungarci oltre, ci sarebbe tantissime altre cose da riferire circa questo disco che sulle prime potrebbe regalare delle incertezze ma che l’ascolto attento – di cui ahimè stiamo perdendo l’abitudine – rivelerà essere ricco, intenso e sicuramente d’autore. Lasciamo da canto i ritornelli facili e pensiamo di più al valore delle singole parole. Aspettiamo il video ufficiale…

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