FANCE: l’esordio di enigmi electro-wave

FANCE: l’esordio di enigmi electro-wave

Fabrizio Fancelli, in arte FANCE fa il suo ingresso nella società dello spettacolo, come la chiamerebbe qualcuno di più ampie vedute. Il suo disco d’esordio è “INDEED”, raccoglitore istintivo di scritture sue che nel tempo ha custodito in segreto, lui che già dalla copertina ci lascia pensare ad un momento di estensione e di sospensione extra-ordinario ed extra-terreno. Un ascolto che danza tra l’inglese e l’italiano, prediligendo il primo al secondo, immerso in sonorità electro-wave degli anni antichi, sagomando il pop in quella distesa del rock che non si fa mai cattivo ma anzi sospeso, incerto, industriale… alla mente affiora quel Battiato che ci ha stupiti con i suoi orizzonti elettronici e sperimentativi. “Indeed” è un disco compiuto, attento ai cliché del genere, forse il vero momento in cui l’uomo fa i conti con la sua personalità. Il momento in cui iniziare la crescita…

FANCE. Un esordio oggi. Un disco oggi. Che significato gli restituisci? In questa totale crisi della cultura e delle attenzioni…
Come già dichiarato, il disco deriva da tanti anni di bozze messe in un cassetto fino a che non ho trovato il momento giusto per tirarle fuori e lavorarci sopra. La musica fa parte della mia vita ed ogni giorno che passa scopro nuove emozioni da essa perché è la massima espressione dell’irrazionalità. Ho suonato canzoni cover pertanto tempo, ma sempre sognato di fare un album proprio che contenga pensieri profondi da trasmettere come del resto lo stesso calderone quando ascolto.

Un cantautore elettronico che però fa una cosa curiosa: musica del futuro che forme simili a quelle del passato. In cosa sta l’equilibrio?
Nel disco c’è new wave, ma con uno sguardo al futuro poiché ho cercato di seguire il mio cuore primi pensieri artistici con sperimentazione. Ascoltando Senza Pietà, poi Cool Down e Casa-Voyegauers spero sia comprensibile come io abbia cercato di associare le parole della musica poiché influenzato da un mood personale diverso seconda del contesto.

Bellissima questa copertina. Ce la racconti? Di chi sono quegli occhi? E questi mondi paralleli, questo cosmo, queste visioni acide… insomma come si deve interpretare?
Grazie, mi fa molto piacere che sia apprezzata la copertina. Gli occhi sono quelli delle mie piccole figlie quali massima espressione dell’amore e della sincerità (invito a leggere il testo di True Eyes) . Dietro c’è il cosmo ed il tutto collegato da una pseudo catena di DNA che sta ad indicare l’amore che va al di là di ogni percezione. In quasi tutti i testi delle canzoni c’è un lato di introspettivo sempre collegato all’amore nelle sue varie sfaccettature.

Mi piace tantissimo “Senza pietà” che poi è il singolo di lancio. Ci ho trovato una forte metafora tra gli acufeni e quel senso di lontananza dal mondo che ci circonda. Non ci ho visto solo un mero effetto di percezione… ci voglio leggere proprio una critica sociale attraverso questa metafora. Tu che mi dici?
Grazie, sono molto contento che piaccia singolo e sto notando con stupore che ogni settimana sta salendo nella classifica indipendenti italiani e lunedì scorso era alla 60esima posizione in ascesa. Stiamo a vedere cosa succederà.
Hai colpito nel segno proprio la metafora nascosta nel testo. Francamente anche il fatto di parlare di acufeni non è immediatamente percepibile poiché non ne faccio mai menzione, ma la critica è rivolta soprattutto ai cosiddetti “benpensanti” che ci tracciano la strada da percorrere affinché noi possiamo essere “acettati” nella società e che puntualmente si smentiscono clamorosamente (vedi corruzione materiale e morale della politica ecc). Tale canzone è di fatto un inno all’indipendenza intellettuale che fugge da tali pressioni o “elementi di disturbo” come parallelamente la mia mente è quotidianamente sottoposta a causa degli acufeni.

E vorrei tornare sul concetto di futuro: cosa ti ha spinto finalmente di dare futuro alla tua musica che fino ad ora, se non ho capito male, era rimasta gran parte chiusa in un cassetto?
Si, mi sono finalmente deciso aportare alla luce questo progetto fino ad ora nascosto in un cassetto. L’album è uscito il 26 aprile e sono molto contento del singolo che tra l’altro è stato scritto molti anni fa nella mia stanza all’università. Ho in mente di uscire con un secondo album poiché sto già lavorando alle nuove tracce.

Giancarlo Susa