Francesco Camin: musica ecologica d’autore

Un disco importante per il cantautore Francesco Camin che pubblica questo “Palindromi” per la Lady Lovely Label. Canzoni d’autore ovviamente, canzoni digitali come sempre in questa attualità discografica della nuova scena cosiddetta indie. Con “Palindromi” però ci troviamo di fronte ad un lavoro di concetto, di umanità e di leggerezza dove il palindromo ora non è una mera estetica letteraria. Un lavoro realizzato anche con materiale ecologico e poi sono gli alberi i veri protagonisti – forse troppo sottaciuti – di questo lavoro, assai filosofico, assai spirituale. C’è un mondo interessante dietro un semplice disco… che poi tanto semplice, questo “Palindromi” non è. E noi peschiamo anche il video ufficiale del singolo “Tartarughe” dalla rete e diamo voce alla penna di Francesco Camin:

Alberi. Mi ha incuriosito tantissimo questo legame che hai con gli alberi. Quanto e in che modo ha contaminato la tua musica?
Credo sia un legame che tutti noi abbiamo, ma che ci siamo dimenticati di percepire. Quello che voglio provare a fare, attraverso la mia musica e le attività sul mio blog e video-blog (www.francescocamin.com), è proprio quello di togliere un po’ di polvere dalla connessione che abbiamo con tutto ciò che ci circonda, nello specifico verso gli alberi perché ne sono innamorato! Penso siano una meravigliosa manifestazione di quella matrice divina da cui tutti proveniamo, e che ci insegnino tantissime cose se diamo loro l’opportunità di raccontarcele.
Nei testi delle mie canzoni mi rendo conto di inserire diversi riferimenti al mondo naturale, ma senza trasformare i miei brani in trattati di ecologia e biologia 😀
Mi piace provare calare quei contenuti nei nostri contesti quotidiani.

Il disco è dunque di materiale riciclabile?
All’interno dell’album ci sono due dischi, uno che suona e uno che germoglia davvero! Infatti se viene messo in un vaso e coperto con della terra, oppure sotterrato ad esempio nel giardino di casa, germoglierà. Ho voluto inserire questo piccolo messaggio per ricordarci come ognuno di noi, nel proprio piccolo e nel proprio campo d’azione, può rendere il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato.

Che rapporto hai con i “Palindromi”? Cosa significano per te?
Il palindromo è una cosa che mi ha sempre affascinato, una parola o una frase che può essere letta sia da sinistra verso destra che da destra verso sinistra è da sempre stata fonte di stupore per me. Ma i palindromi raccontati nel mio disco non sono sequenze di lettere.
Io credo che quando le anime di due persone si scelgono, si fondono nell’amore più vero e si toccano a livello profondo, diano vita ad una terza entità. Questa terza entità possiede una sua energia, una sua vita se vogliamo, diventa proprio un “qualcosa di nuovo” diverso dai due singoli che la compongono, ma a loro indissolubilmente legata. E penso che si possa arrivare a parlare di “palindromo” anche in questo caso, perché questa nuova realtà può essere “letta” in entrambe le direzioni, osservando le due anime che la compongono, che con le loro sfumature ne creano una più grande e comune. Di questi “palindromi” parlano le mie canzoni.
Il disco poi è dedicato ad una persona con la quale ho condiviso molto negli ultimi tre anni della mia vita e che rimane importante nonostante le nostre strade si siano separate; si chiama Anna. Un altro palindromo, appunto.

Che poi tutte le tue canzoni sono ricche di immagini… un linguaggio assai poco “commerciale” se vuoi…
Amo la scrittura per immagini, mi piace leggerla in altri autori e mi piace tantissimo provare ad applicarla in quello che compongo.
Credo di non essere esagerato nel dire che si tratta della forma d’espressione più efficace di tutte, se studiata e realizzata bene.
Noi non siamo che pieni zeppi di ricordi che hanno preso il loro posto dentro di noi sotto forma di immagini, suoni, profumi, odori, sensazioni.
Il raccontare per immagini crea istantaneamente un ponte con questi ricordi ed è pazzesco quando ti ritrovi nelle parole cantate o recitate da qualcun altro, è come se quella situazione l’avessi vissuta assieme a lui.
Dici che sia poco commerciale? Può darsi, però è molto emozionante, almeno per me!

E se davvero a comandare non fossero più gli uomini? Questo vale anche per te…
Credi davvero siano gli esseri umani a comandare? 🙂

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