GERSON: quando il punk si fa pop

GERSON: quando il punk si fa pop

Del punk italiano sicuramente loro erano una colonna… non so quanto portante e importante, ma di sicuro lo erano. E poi i GERSON hanno abbandonato il campo di battaglia ed ora è solo lui, Paolo Gerson, ad aver preso il testimone con un progetto solista che si intitola “Le ultime dal suolo in alta fedeltà”. E ci ritroviamo di fronte un bellissimo disco di indie pop la cui matrice, inevitabilmente, ci riporta a quel suono contestatore che il punk ha sdoganato. Un disco semplice, senza pretese, con intelligente ironia di se stessi e con la preghiera di smetterla nel fare tutto questo rumore inutile… socialmente parlando. E noi ci fermiamo per capirne di più…

Questo titolo assai figurativo: quali sono le ultime dal suolo? E perché in alta fedeltà?
Le ultime dal suolo non sono delle migliori, basta guardarsi intorno per fare un bilancio. Tutto sta cambiando, molti di noi però sono troppo impegnati a fare a gara per sentirsi migliori degli altri. In alta fedeltà? Perché tutto quello che scrivo proviene dal basso, dal suolo, da quello che vedo e vivo ogni giorno, di conseguenza è più che fedele.

Che sembra poi una trovata autoironica per puntare il dito alla spesso cattiva qualità di produzione dei dischi di oggi… o sbaglio?
Il titolo nonostante possa trarre in inganno è molto intimo, e proviene da ciò che sono. Non ho pubblicato un album per arrogarmi il diritto di giudicare il lavoro altrui, poi ovviamente ci sono dischi che mi piacciono, altri di cui avrei fatto volentieri a meno ma credo sia così in tutto quello che ci capita davanti.

Punk. Una parola che ormai va tanto di moda per coccolare le nostalgie del passato. Che significa per te che il punk l’hai vissuto sulla tua pelle?
Il punk a mio modesto parere non va di moda e quel poco che c’è rimasto devi andare a cercarlo.
Il punk l’ho vissuto prima come ascoltatore e poi come musicista, certo i Gerson sono arrivato quando tutto il codazzo del punk italico stava già scemando. Triste ma vero, credo ci sia ancora bisogno di punk, lo penso spesso.

In questo primo disco da solista ti fai molto “pop”. Che mi dici? Una mia impressione o una codifica di attualità?
Credo che sia più una tua impressione. Il mio disco suona molto rock, con venature acustiche e cantautoriali, ma se ne sta ben lontano dal pop. In fase di stesura sono stati esclusi brani che potessero far pensare al pop.

E secondo te il punk è morto e sepolto?
Come direbbe qualcuno, la situazione è grave ma non è seria!

E dei Gerson che rimane oggi?
Tanti ricordi, chilometri e magliette intrise di sudore.

Giancarlo Susa