REDH: la semplicità di un cantautore

REDH: la semplicità di un cantautore

Parliamo di semplicità dopo l’ascolto di questo primo EP di REDH che raccoglie qualche inedito e brani già trasmessi al pubblico nei mesi scorsi. All’anagrafe Matteo Pasqualone sbarca in scena con “Torneremo”, i suoi primi 6 inediti ufficiali con cui bussa alla porta della scena indie romana e nazionale. Il cliché della canzone anche detta electro pop che tanto va di moda oggi è ampiamente soddisfatto… ma in aggiunta Redh sa come introdurci quella semplicità che rende il tutto scorrevole e seducente anche e soprattutto da un punto di vista melodico. Il singolo title track del lavoro si arricchisce anche di un video importante per la regia di Valerio Desirò. Ascolto che lascia intravedere un forte richiamo di adolescenziale resoconto di vita, il pensiero di se, del proprio modo di stare al mondo… e poi l’amore, le responsabilità e un perenne senso di “Peter Pan” che ci racconta di un artista in perenne ricerca dalla giovinezza eterna. Ed è questo l’ingrediente portante del primo lavoro di REDH… belle cose nel cesto dei tanti…

Partiamo dal collettivo romano BDR Studio: di cosa si tratta?
Il bdr studio è un collettivo di musicisti con il quale collaboro per l arrangiamento dei brani.

E dunque racconti di questo incontro artistico: come sei arrivato alla pubblicazione?
Un po per caso in realtà ci siamo conosciuti, abbiamo messo su la band e abbiamo pubblicato i pezzi senza pensarci troppo. poi mano a mano che uscivano ci siamo sistemati un po’…

E quindi parliamo di questa trasformazione: come mai Matteo Pasqualone diventa Redh? Cosa rappresenta questo moniker?
Per ovvi motivi era il mio soprannome.. mi sembrava un po’ stupido trovarmi un altro nome così dal nulla e ho usato questo

E in generale secondo te, perché un cantautore ha bisogno di un nome d’arte?
Non è un bisogno è una scelta.

Il video di “Torneremo” è davvero molto bello. Ci piace questo tornare sulle scene, questo tornare sulle decisioni, questo scorrere leggero parallelamente al pensiero intimo di chi è ai margini della festa… dacci la tua chiave di lettura…
È proprio questo in realtà, è il riprendere delle piccole situazioni di diverse persone e personalità che poi si incastrano nello stesso bar. Tutti vogliono tornare a “quelle serate”… ma appunto “quelle serate” non sono le stesse per tutti.

E per chiudere un cenno alla scena romana… senti di farne parte? E nello specifico, guardandoti attorno cosa vedi?
Non troppo in realtà cioè ne faccio parte per che sono di Roma … poi non so che intendi realmente per scena romana però cosi a prima botta mi viene di rispondere..”non troppo”.
Attorno a me vedo tante cose ma non riesco a soffermarmi su nulla.

Giancarlo Susa