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Dalia Buccianti: crescere, giorno dopo giorno

Il pop rock ha derive classiche per quanto possa significare una simile frase. Ma è proprio così, quando ha tesserlo sono sensibilità e dolce viscosità di una ragazza cantautrice che alle sue mani e al suo vissuto chiede la musica giusta per immortalare quell’antico processo di evoluzione, emancipazione ed esorcizzazione dal dolore. E la deriva, dicevamo, è quella classica, quella di un pop rock che inevitabilmente rimanda alle nostre eroine main stream… Dalia Buccianti pubblica questo nuovo singolo e noi lo lasciamo girare in ascolto, in religiosa attesa del prossimo futuro.

Dalia e questo pop dove l’amore è in un equilibrio instabile. Quasi sempre direi. Anche quando vogliamo che piovesse durante una giornata di sole. Ma secondo te sono le contraddizioni il vero senso delle cose?
Le contraddizioni sono quelle che ci rendono più veri secondo me, i sentimenti la maggior parte delle volte sono incoerenti, la verità è questa. Io dico sempre di essere una persona incoerente, e ammettere di esserlo secondo me trasforma questo brutto aggettivo in pura verità. E io amo la verità!

E a proposito di contraddizioni: il tuo pop assai quadrato e didascalico come nelle grandi scuole italiane, è un penso che bilancia l’imprevedibilità della vita secondo te?
Secondo me sì! Nelle mie canzoni fondamentalmente è sempre un tirare le somme! Non ci metto mai solo aspetti positivi o solo aspetti negativi, butto tutto nel calderone, perché la prima che vuole imparare qualcosa da questa vicenda sono io! Poi mi auguro sempre che sia così anche per chi ascolta. Ma non voglio essere insegnante di vita per qualcuno, voglio che le mie canzoni siano come un foglio bianco, e che ognuno ci scriva la propria storia.

È inevitabile vederti e non pensare a Gianna Nannini. Quanto ha pesato la sua figura dentro la tua ispirazione? Ovviamente è un’impressione soltanto mia… magari sbaglio…
Lo prendo come un complimento davvero bellissimo! Gianna è veramente tanta roba! Però, nonostante questo complimento, devo dire che non sono stata minimamente influenzata dalla sua musica. Diciamo che forse come stile, dal punto di vista estetico o dell’atteggiamento potrei ricordarla, ma i miei riferimenti hanno uno stampo meno “rock” del suo! Nonostante negli anni l’abbia ascoltata.

Nel tuo percorso passato c’è il Songwriting Camp del Medimex. Siamo nel 2018. Stare a contatto con grandi autori che cosa pensi ti abbia dato?
L’esperienza del Medimex è stata fantastica, una delle più divertenti sicuramente! Scrivere e lavorare per alcuni giorni con grandi autori è stato surreale, soprattutto con Tony Maiello, che seguo da tanti anni! E ritrovarsi lì ad ascoltarlo cantare e a scambiarsi pareri non credevo potesse mai succedere. Un altro autore che ho avuto il piacere di conoscere è Gianni Pollex, con lui mi sono messa a cantare “Le luci di Roma”, un brano al quale tengo tantissimo, che lui stesso ha scritto per Ermal Meta. Un momento davvero magico!

A chiudere: dopo tanti singoli, un disco di Dalia Buccianti?
Il disco di Dalia Buccianti spero che esca il prima possibile, perché le canzoni ci sono e sinceramente non vedo l’ora di poterlo presentare dal vivo! Manca poco!

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