AGA: una non-canzone per l’esistenza

AGA: una non-canzone per l’esistenza

Parliamo di Alessandro “Gamma” Antolini. Parliamo di AGA, batterista e sperimentatore di elettronica, di linguaggi nella loro estetica di forme non riconducibili a ovvietà e soluzioni scontate. La musica di AGA è sempre stata non conforme a stilemi classici del pop italiano, per quanto anche oggi la parola “pop” prende derive davvero poco gestibili. Il nuovo singolo e il nuovo video è oggi: si intitola “Questa non è”, dichiarazione d’intenti più che esplicita. “Questa non è una canzone… è un’illusione” recita il musicista e cantautore romagnolo. Il conflitto etico ed estetico tra l’essere e l’apparire, tra le forme di superficie che ormai soffocano ogni tentativo di introspezione fino al suo totale nichilismo del concetto di analisi. AGA sfida la forma e l’ovvietà cercando di catturare il bisogno di capire, di confronto, di incontro. Suggestivo e significativo il video di lancio firmato dalla regia di Enrico Zavalloni: anche luoghi, comuni come i suoni utilizzati, possono diventare non-luoghi (a procedere) nelle intenzioni della massa inerme. Musica digitale d’autore, scrittura da cui trarre ogni prospettiva utile per capire ciò che è davvero importante oltre l’estetica del mero apparire. Un’intervista davvero interessante:

Parliamo di questa musica che non è più mero esercizio estetico. Musica che torna a veicolare concetti che afferrano le radici del vivere. Non è più un banalissimo esercizio estetico… anzi l’estetica e le sue forme vengono anche ignorate… come la vedi?
L’ estetica di questo brano semmai fosse stata usata la contiene solo il lungo lavoro di scelta ed affinamento sonoro. Questo brano si illude di essere tutto poi racchiude solo il pensiero di un momento

E parliamo di forma di questa nuova canzone. Quanto le leggi della musica (in termini di linguaggio) ha vincolato la tua espressione?
Più che di leggi parlerei di stanze, nella fattispecie 3 camere. La prima è dettata dalla quotidianità, la seconda dal viverla con spensieratezza e la terza facendo in modo di adattarsi alla situazione.

Non hai mai pensato di stravolgere anche questi vincoli?
Il 3 per me è il numero perfetto. Alla strofa ed al ritornello voglio solo aggiungere un mondo di sogno parallelo, solitamente scandito da suono sintetizzato. Per quale motivo avrei dovuto stravolgere una composizione per me così perfetta? Mi ci rivedo mi ci ritrovo e sento che mi appartiene.

La continua connessione, l’esserci, il presenzialismo e la socialità di tutti noi. Tu rispondi con luoghi privi di gente. Secondo te arriveremo alla solitudine?
La solitudine prende un’ accezione positiva. Un momento in cui puoi farcela anche da solo, puoi essere solo, puoi vivere con altri ma ti senti solo e devi nonostante tutto accettarlo, sapendo che qualcuno vive come te.

“Questa non è”… alla fine cos’è? Come possiamo definirla? Parla di non canzone non mi basta… è molto più di una canzone, non trovi?
Grazie per questa domanda che leggo come un complimento indiretto ma credo sia una canzone che abbia la voglia di provocare chi si è dimenticato di ascolti del passato, rimanendo nell’attualità di tutto quello che facciamo da tempo.

Giancarlo Susa