ANCHE: lo dice a tutti… ANCHE SE…

ANCHE: lo dice a tutti… ANCHE SE…

Nuovo singolo per il cantautore toscano ANCE, al secolo Andrea Lovito, che esce per RadiciMusic con questo fresco singolo tra “funk” e canzone d’autore (propriamente detta), italiana, popolare, sbarazzina, audace e ricca di quel cinismo intelligente capace di restituirci un’analisi interessante della società che viviamo ogni giorno. Una duplice chiave di lettura che sicuramente evade dal semplicismo a cui ormai siamo abituati nella banalità del conformismo. Niente liriche esoteriche, niente poetismi finti ma un dialogo quotidiano e condivisibili in una melodia che ha un gusto assai popolare. Buon per lui e per il nostro ascolto. Il nuovo singolo che si arricchisce di un bel video altrettanto divertente e ben fatto si intitola “Anche se” e noi gli rubiamo il tempo di una bella intervista. ANCHE SE… aspettiamo il nuovo disco caro ANCE!!!

“Anche se”… e questo titolo basta per capire che in fondo a te va bene così… o sbaglio?
Voglio intendere che bisogna lottare e impegnarsi a fondo per quello in cui crediamo, anche quando gli strumenti che abbiamo a disposizione non sono sufficienti. Altrimenti il non provarci alimenta solo rimpianti.

Tanti inneggiano all’omologazione come il male di una società sempre più povera… anche se…
“Anche se” mal comune, mezzo gaudio. Quando per esempio arriva la fame, quella vera, l’istinto porta ad unirsi per ribellarsi a chi ci toglie il pane. Questo solo per fare un esempio facile facile ed elementare. Solo dopo mangiato possiamo tornare liberi di essere diversi.

Che poi entriamo nello specifico: omologazione, anima e leitmotiv dell’industria di questo futuro. Tu come la vedi? Come dici tu, tutto fa bene ai grandi magazzini
Come la maggior parte delle persone anch’io a volte per esigenze pratiche ed economiche usufruisco del centro commerciale per fare la spesa (me lo hanno costruito accanto casa). Ma il mio senso critico mi fa valutare cosa comprare e cosa boicottare, a mio parere l’unica resistenza passiva rimasta per dare un segnale ai grandi marchi. E preferire contadini ed artigiani per la qualità, “anche se” non me lo posso permettere tutti i giorni come vorrei. Questo è un tema a cui tengo molto ed ho affrontato anche nei testi dell’ultimo lavoro del 2013, chiamandosi per l’appunto “Tradizione commerciale”.

E perché, da artista, mi lasci pensare che in fondo va bene anche così? ANCE non cerca la sua personalissima rivoluzione?
Certamente, vengo dalla utopica generazione dei No Global, soffocata e sconfitta dai poteri forti già dai primi anni del 2000. Da lì è stata una lotta personale a non ammettere una reale disillusione, “anche se” ho sempre continuato ad esprimere le mie idee e le ritengo sempre valide; nel frattempo la vita è andata avanti, tra la ricerca di un posto di lavoro il più possibile incline alla mia indole, il tempo dell’amore e del farsi una famiglia. Anche le mie abitudini e le mie priorità sono cambiate in questi vent’anni, “anche se” neanche così tanto. Il mio “va bene così” non è una rassegnazione all’omologazione, bensì una continua lotta ad affrontare gli ostacoli che i continui impegni mi portano, nelle sole 24 ore al giorno che la vita ci mette a disposizione.

E pensando al concetto di rivoluzione: per te cosa significa?
Un giro intorno al sole ruotando su se stessi, per tornare allo stesso punto… A parte gli scherzi, il riuscire a cambiare se stessi in meglio, prima di voler cambiare gli altri. Pare scontato ma la penso proprio così.

Un video pop su questo pezzo funk. Lo mandiamo in onda a chiusa di questa intervista. Raccontaci: questo brano che momento è della tua carriera?
Una “rivoluzione” per l’appunto. Sono arrivati Stefano nel 2014 ed Anita nel 2017, lieti eventi che hanno cambiato non poco il mio vivere quotidiano. Ma l’avere ancora qualcosa da dire mi ha portato a rimettermi ancora in gioco, con tempi, esigenze e modalità differenti, non più da ventenne. Ho toccato molti generi nelle mie canzoni ma un pezzo funk ancora mi mancava.. Ho dato le redini del brano in studio a Gianfilippo Boni perché ho voluto togliermi lo sfizio di una vera produzione artistica, come desideravo da sempre, per colmare alcune lacune ed avere una supervisione che mi togliesse facilmente le incertezze.

Giancarlo Susa