KAPUT BLUE: senza alcuna finzione

KAPUT BLUE: senza alcuna finzione

Torna la presenza soul digitale di Antonio Caputo, producer e cantautore pugliese conosciuto come KAPUT BLUE e che avevamo incontrato per quel disco “FAR” che non aveva troppo da invidiare alle scene dub e R’n’B internazionali. Le frontiere del nuovo soul di maniera di questo nuovo millennio passano anche per una consapevolezza quotidiana: ed ecco “FINGO” il nuovo singolo di Kaput Blue che troviamo in diffusione digitale su tutte le piattaforme. Ci manca un video ufficiale ma speriamo arrivi presto. E la rivoluzione di Antonio Caputo passa anche per l’italiano che adotta come lingua cantata. Ed il brano torna tra le pieghe di questa società quotidiana, canta e decanta le ipocrisie, le finzioni… le maschere. Ad ognuno il suo…

Ritroviamo Antonio Caputo aka Kaput Blue, ritroviamo il nuovo soul di stampo americano che dopo il disco “FAR” sceglie l’aria di casa nostra e sfoggia l’italiano come lingua cantata. Trasformazione totale o un’evoluzione sentita? Oppure un semplice esperimento…
Chiamiamolo “esperimento evolutivo”. Sentivo la necessità di parlare direttamente a tutti i miei sostenitori senza che andassero a cercare il significato dei miei testi e senza neanche spiegare troppo. Allo stesso tempo è stato un esperimento che mi ha divertito un sacco.

L’estetica del tuo lavoro come ne ha risentito? A questo genere di musica è sempre correlata una grande bellezza estetica quasi sfacciata…
Sono sempre lo stesso Kaput. Ho sempre avuto la spasmodica attenzione all’estetica dei miei visual, ai concept vari ed ai colori. Non è cambiato nulla su questo fronte ma chissà, magari capirò a breve che basta una foto alla “itpop/indie” per realizzare l’artwork del mio singolo vincente.

Ma che sia anche questa bellezza una “maschera” che metti alla gogna in questo singolo?
FINGO è il mio “battesimo”. Proprio con FINGO decido di far cadere qualsiasi tipo di maschera ed ammettere, come penso tutti dovrebbero fare, di aver finto tante volte nella vita. La bellezza è solo un importante contorno ma non qualcosa su cui ci si possa erigere una carriera.

E, sempre per stuzzicare il tema, un moniker non serve a suo modo a “fingere” sulla propria identità?
No, nel mio caso no. Anzi, il mio moniker rappresenta concretamente la natura dei miei testi e della parte più profonda di me.

In arrivo il video ufficiale? E un disco in italiano?
“FINGO” non avrà un videoclip. È la mia porta alla scena italiana e per questo brano in particolare ho preferito che la gente lo ascolti anziché farsi suggestionare dalle immagini. Per il disco, non so ancora dirvi ma di certo dovete tenervi pronti.

Giancarlo Susa