RUGGERO de I TIMIDI: lui è uno che se ne fregia

RUGGERO de I TIMIDI: lui è uno che se ne fregia

Impossibile restare seri anche se a dirla tutta, tra le righe e le parodie, questo disco ha tante verità dentro, alcune scomode da capire – e qui chiamerei in causa il brano “Fiore di scoglio”. Ma torniamo a bomba come si dice: RUGGERO de I TIMIDI, ovvero Andrea Sambucco, pubblica un nuovo grande disco dal titolo “Giovani emozioni”. Immaginate di prendere il sapore e qualche struttura melodica famosa del tempo dei grandi cantautori e di ricostruirci sopra qualcosa di vostro che porti ad un risultato assolutamente originale. Ed è così che da citazioni sfacciate e volute, anzi pretese, Ruggero edifica i suoi 10 inediti chiamando in causa brani celebri di De Gregori, Battiato, Conte, Concato, Gaetano e tanti altri. Il risultato? Beh un disco assolutamente gustoso, ovviamente ironico all’ennesima potenza, intelligente e molto ma molto ben prodotto. E se invece di “Rimmel” cantassimo “Rimming”? Intanto resta in testa “La canzone dell’estate” e non possiamo – anzi non dobbiamo – farci niente. Finalmente Ruggero…

La vecchia canzone d’autore. Davvero è stata così ispirante per questo lavoro?
Assolutamente si, mi sembra il giusto passaggio dopo aver cominciato con gli anni ’60. Qualche tempo fa ho scoperto che grazie a Spotify non si possono ascoltare solo le hit del momento, quelle che appena escono sono già prime nelle Playlist “Hit del momento”, ma si possono ascoltare anche intere discografie di grandi artisti del passato! E così ho cominciato il mio viaggio attraverso De Gregori, De Andrè, Fabio Concato, Bertoli grazie ai giga di internet e grazie ai lunghi viaggi in autostrada. Alla fine mi sono detto: “Anch’io voglio diventare un cantautore come loro!”. E ce l’ho fatta!

Ma tra tutta questa canzone d’autore che ha fatto storia, qual è quella che ha avuto un peso maggiore per la tua musica?
Non c’è un autore che mi ha influenzato più di altri, anche se dal punto di vista musicale i miei preferito sono De Gregori e Franco Battiato, che ho certato di omaggiare ne “La Canzone dell’Estate”, senza che lui me l’abbia chiesto peraltro. In assoluto il mio preferito è Ivan Graziani: melodico, romantico ma anche ironico e con uno stile chitarristico graffiante come pochi.

E veniamo a Ruggero: nasce prima il comico o prima il cantautore? Cioè chi e che cosa ha dato i natali a Ruggero de I Timidi?
Qua ti dovrebbe rispondere Andrea Sambucco, di cui tutti mi parlano ma che non ho mai incontrato. Lui ha cominciato facendo il cantautore ma senza alcun successo, poi ci ha provato con la comicità ma senza troppo successo. Poi sono nato io, in un evento che molti fisici paragonano al Big Bang: il Big Squirt. Da lì si è aperto un mondo parallelo fatto di tematiche serie che però fanno ridere, di canzoni a sfondo sessuale però molto romantiche e di testi imbarazzanti che però ti viene voglia di cantare a squarciagola. Lo yin e lo yang direbbe qualcuno. Io con la modestia che mi contraddistingue dico semplicemente: “Ruggero de I Timidi”

Arrivare a fare musica personale, inediti anche assai lontani dalla semplice noria improntata sul sesso, cosa significa e che momento della carriera stai attraversando?
Dopo un po’ le categorie di youporn finiscono. In realtà a me interessa raccontare delle storie. E nelle storie la parte sessuale ha sempre la sua rilevanza, indipendentemente da me. Però il vero fan di Ruggero canta “Timidamente Io” e “Torna a Udine” allo stesso modo. E “Torna a Udine” è una canzone molto malinconica e per niente legata al sesso. Parla di lontananza e dell’eterna lotta tra la provincia e la grande città. Per cui tornando a noi: l’importante sono le storie. E ove ci sono storie che valgano la pena essere raccontate là ci sarò io.

Ironia sociale, certamente critica e analisi impegnata. Il tutto però ridendo. E pensi che ridendo ridendo, le persone si accorgano delle verità che stai cantando?
Qualcuno si, qualcuno no, qualcuno balla. Va tutto bene ognuno fa quello che vuole. Non ho la pretesa di dire scomode verità, ma semplicemente di fare canzoni che tutti cantino. E nei concerti lo fanno a gran voce!

Quanto Andrea Sambucco somiglia a Ruggero de I Timidi? Oppure te la metto così: chi vuol somigliare a chi?
Andrea Sambucco vive nell’ombra. Scrive ottime liriche e melodie. Però è invidioso del mio successo, gli dà fastidio girare per strada e nessuno sa chi è. Io invece sono quello baciato dalla fortuna. Ma non è tutto rose e fiori: ad esempio la Siae se la prende tutta lui. Giusto così: a me la gloria e a lui i soldi.

Giancarlo Susa

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