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Ivan Francesco Ballerini: il tempo, la certezza, un “per sempre”…

Torna in scena il cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini e lo fa con la sua vita quotidiana, d’arte e di sensibilità, di eleganza e di classiche forme di espressione d’autore. “Per me sempre sarai” è il primissimo video, singolo che anticipa un disco in arrivo per fine Marzo e che, promettono, sarà disponibile anche in una preziosa release in Vinile. La RadiciMusic Records di Firenze sigla la seconda pubblicazione di Ballerini che aveva esordito con un disco come “Cavallo Pazzo” interamente (o quasi) dedicato ai Nativi Americani e alla grande tragedia delle loro battaglie. A Marzo uscirà “Ancora libero”, un disco che sin da questo primo lascito conferma quel ricamo elegante di una mano artigiana, decisamente fuori dai cliché e dalle mode di questi anni digitali, decisamente ancorato a valori reali di uomini, di vita, di emozioni.

Un primo singolo, un nuovo singolo… un nuovo disco in arrivo. Parliamo del tempo che in questo brano è protagonista: non fa paura questa parola sempre?
Si, a volte la parola sempre può incutere timore… perché nulla è per sempre, anche le opere d’arte più belle del mondo,
cadranno prima o poi, inghiottite dal tempo. Il brano “per me sempre sarai” nasce da una poesia di mio babbo, scritta in occasione della nascita di una nipote “acquistata”. La poesia mi aveva particolarmente toccato, per cui, avevo gli promesso che, se mi fosse riuscito, ci avrei scritto una canzone. Ho portato a compimento questa promessa, cercando di non cambiare più di tanto il testo della poesia originale,
o almeno, di lasciarne intatto il più possibile il suo primo significato, quello che mio babbo gli aveva voluto dare.
La musica che accompagna “per me sempre sarai” è frutto di una mia intuizione e credo che sia un connubio perfetto quello
tra musica e testo. Un regalo che mi sono voluto fare, quello di portare mio padre di 84 anni, dentro il mio secondo disco.

Una preghiera laica, un dolcissimo ricamo di bellezza nei confronti di tuo padre. Chi è questa figura per te? Oltre all’ovvia figura di padre…
Mio padre è un pittore, piuttosto noto in Maremma. Per decenni è stato colui che ha portato nel mio paese, Manciano, migliaia di pittori provenienti da tutta Italia. C’è pure un articolo della Nazione, risalente agli anni ottanta, dove viene scritto chiaramente che la mostra di Pittura di Manciano è seconda sola alla biennale di Venezia… tanta roba se si pensa che la organizzava mio babbo da solo. Sin da piccolo mi insegnava a dipingere, cosa che ho amato molto, anche se è la musica la passione vera della mia vita. Sin da piccolo ho mostrato subito interesse per lo studio del pianoforte e della chitarra. Quindi mio babbo è un riferimento per ciò che concerne l’arte… lui è molto preparato in pittura e letteratura ed ha trasmesso a tutti noi figli questa passione… l’arte.

Un primo brano che subito ci fa capire che questo nuovo disco non parla di storia, di americani, di nativi… hai abbandonato totalmente questa direzione vero?
Al momento si, ma non dico che in futuro non possa riprendere il filone. “Ancora Libero” è un album colorato da varie storie, in cui tratto argomenti vari, sociali e introspettivi, è un album molto autobiografico, in cui si può trovare una canzone dedicata a mia figlia, a mia mamma… l’album per intero l’ho voluto dedicare a mia mamma che purtroppo non c’è più.

Un disco che si presenta decisamente maturo fin da questi primi passaggi. Come lo senti, come lo stai avvertendo?
Ancora Libero è un disco attuale, anche se utilizzo un linguaggio sempre molto attento, curato, non solo nella grammatica,
ma anche nei contenuti e nella forma. Il brano che da titolo al disco è una sorta di grido, un grido rivolto soprattutto ai più giovani, per difendersi da questa potente droga che sono i mass e i social media. I social media assorbono un grandissimo tempo, scollegando a volte i più giovani, dalla realtà, facendoli vivere in un mondo parallelo, irreale a volte… basta osservare un gruppo di giovani amici a cena… nessuno che parli con l’altro, tutti assorti a mandare messaggi. Questo lo trovo molto pericoloso, sapere cosa succede dall’altra parte del mondo è senza dubbio importante, ma alla fine a cosa serve saperlo se poi siamo impossibilitati ad agire?
Secondo me sarebbe l’ora di tornare ad interessarsi del bene comune, ad apprendere il significato profondo degli avvenimenti storici,
questo per evitare di commettere gli stessi errori in futuro.

Vita quotidiana su tutto. Secondo te è questa la chiave della bellezza dentro una canzone?
Domanda interessantissima. No, la bellezza nell’arte è scollegata da tutto. Si può parlare di qualsiasi argomento… e il come lo si fa che fa la differenza. Quando poi tu raggiungi il cuore di un’altra persona, lo fai emozionare insomma… ecco, forse in quel caso hai prodotto qualcosa di artistico. In questo lavoro sono facilitato, perché ho al mio fianco musicisti di altissimo livello, come il chitarrista arrangiatore Alberto Checcacci, col quale collaboro strettamente nella stesura e pianificazione dei miei brani, il bravissimo violinista Alessandro Golini, che ha dipinto i miei brani aggiungendo quel tocco di struggente malinconia e magia, come solo lui riesce a fare, il bravissimo percussionista Alessandro Melani, che si è aggiunto in questo meraviglioso viaggio che prende il titolo di “Ancora Libero”.
Con loro stiamo già lavorando a piene mani ad un futuro terzo disco… ma per adesso non voglio anticipare ancora nulla.

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