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MANU: l’amore di ieri ai tempi del futuro

La canzone del giovanissimo Emanuele Gallo che in arte si presenta con MANU è una bellissima nenia d’amore che arriva dritto al cuore, tra tenerezze adolescenziali e ambizioni internazionali che in alcuni tratti si tradiscono e si rivelano ancora bisognose di scuola. Ma è giusto che sia così non trovate? Parliamo di un esordio, classe ’84, parliamo di un disco patinato che fa il mestiere che il grande pop internazionale ci regala ogni giorno. E in Italia, ritroviamo le sonorità vincenti degli Zero Assoluto ultima versione, tanto per capirci… MANU sforna con la sua MANU Production questo piccolo cofanetto di 15 inediti rigorosamente schierati verso il cuor gentile, senza la forsennata ricerca di chissà quale poetica e quale struttura letteraria. È un giovanissimo che gioca a fare il grande producer e per tante cose ci riesce… è un giovanissimo canta l’amore e lo fa ricorrendo alle forme digitali, ai suoni computerizzati nonostante arrivino chitarre acustiche e pianoforti ad impreziosire il tutto. E sicuramente la critica farà leva su due passaggi fondamentali: innanzitutto questi video, ben realizzati che superano il milione di visualizzazioni ciascuno. E poi le dinamiche: MANU è riuscito a incasellare 15 inediti che sulle prime restituiscono monotonia, ma ai successivi ascolti ti accolgono e si fanno voler bene. Sono canzoni sempre gentili, soffici, mai presuntuose, mai arroganti… le melodie non sfruttano la sfacciataggine di un ritornello accattivante o di una forma strofa – ritornello – strofa. Anche in questo sottolineo una maturità che ad un esordio non è facilmente rintracciabile. Forse avremmo preferito una maggiore dinamica in tutto questo lavoro assai ambizioso… ma da questo buongiorno le carte sono assai interessanti. Innamorarsi un po’, trasportando al futuro la semplicità del passato.