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“Stay” degli Our Garden Machine: rock diretto, storie vere e palco vissuto

Con radici profonde nell’underground e una scrittura istintiva, gli Our Garden Machine tornano con un singolo che è luce, ritmo e coerenza. Nessun compromesso, solo musica che pulsa di esperienze reali. Un’intervista che svela la forza di un progetto nato per durare.

 

“Stay” parla di problemi, sogni, ragazze e libertà. Come riuscite a fondere questi elementi in modo autentico?

Vivendoli.

Quanto conta per voi la coesione tra i membri della band nel processo creativo?

Molto. È molto importante quando facciamo un nuovo brano la coesione, anche di primo impatto, instintiva ,del gruppo. Dobbiamo capire subito bene il carattere del brano e quindi proseguire con la medesima intenzione musicale .

Avete radici nell’underground. Quanto ha inciso questo percorso sul vostro stile?

Ha inciso in tutto, perché è il nostro vissuto, e questo non può che passare direttamente nella nostra musica in quanto tale. Inutile sarebbe per noi fare musica per sentito dire. Noi veniamo dall’ underground e si vede dal sudore.

Cosa cercate quando componete un nuovo brano? Emozione, tecnica, impatto?

Sicuramente l’emotività è la prima molla per un brano. La tecnica deve essere dosata, solo quello che serve per la musica, né più né meno . L’impatto è emotivo con la tecnica a servizio.

Cosa significa per voi restare fedeli a sé stessi nel mondo della musica di oggi?

Significa valorizzare l’umanità, la personalità, evitando l’appiattimento freddo delle mode.

Qual è il vostro sogno più audace per il futuro degli Our Garden Machine?

I sogni non si dicono sennò non si realizzano.

 

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