Dopo anni di esperienze, pause e ritorni, il percorso di Denny Valentini riprende con una maggiore consapevolezza. “Sono qua” rappresenta una nuova fase artistica, in cui la scrittura diventa più essenziale e autentica, lontana da sovrastrutture e aspettative esterne.

Bentrovato, Denny. In cosa senti di essere cambiato, come artista, rispetto agli inizi?
Credo di essere sempre la stessa persona. Sono ancora timido e impacciato sul palco. Ho solo cambiato i temi dei testi. Prima erano più semplici, ora sto trattando argomenti decisamente più “adulti”.
Quanto le esperienze dei concorsi e del Tour Music Fest hanno influito sulla tua scrittura attuale?
“Sono qua” é stata scritta proprio dopo il Tour Music Fest, che é sicuramente stato l’ apice delle mie esperienze musicali. Dopo aver sentito tutta quella gente che cavalca palchi da anni, mi sono sentito piccolo piccolo. Ma sicuramente il mio brano ha colpito sia concorrenti che organizzatori. Mi sono sentito all’ altezza della competizione per quanto riguarda la scrittura. Per quanto riguarda la presenza scenica, invece, ho ancora qualche lacuna dovuta alla mia inesperienza.
Oggi scrivi più per comunicare o per comprendere te stesso?
Entrambe. La musica la vedo come sfogo o terapia personale ma anche come un salvagente lanciato in mare. Aiutandomi, aiuto.
“Sono qua” è un punto di arrivo o l’inizio di un nuovo capitolo musicale?
“Sono qua” é in giro di boa. Ho capito che puoi arrivare al cuore anche senza fare un brano solo piano e voce. La versione piano e voce di questa canzone esiste ma é molto lenta. Ho preferito evitare per non favorire la depressione degli ascoltatori. Ahahahah