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Ecco perché “I cieli di Parigi” di Michele Bo è la colonna sonora dei nuovi viaggiatori

 

Hai presente quella sensazione di leggera euforia mista a malinconia, che ti prende quando cammini in una città che non è la tua, ma che per una notte sembra appartenerti?

Ecco, “I cieli di Parigi” di Michele Bo è la traduzione sonora di quel momento preciso. Il pezzo gira che è un piacere; il ritmo ben scandito entra sottopelle, e l’arrangiamento riesce a evocare l’odore delle boulangerie parigine e il rumore dei posti affollati, senza mai far prevalere il caos. Siamo all’ascolto di una cartolina spedita da un luogo dell’anima, dove i silenzi, tra un bacio e l’altro contano, quanto le parole urlate. Michele Bo si conferma un artista “giramondo” nel senso più puro del termine: uno che assorbe i sapori di dove vive e li restituisce in musica con una naturalezza disarmante. Se siete tipi che amano perdersi per poi ritrovarsi davanti a un tramonto urbano, questo è il pezzo adatto a voi!

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