L’artista francese sceglie l’elettronica per raccontare identità, sensualità e autonomia, costruendo una traccia che guarda alla scena club europea

La notte può essere un luogo reale, ma anche una dimensione simbolica. Per molti artisti rappresenta lo spazio nel quale le regole quotidiane diventano meno rigide e la possibilità di esprimere se stessi acquista maggiore libertà. È proprio all’interno di questo immaginario che si colloca “Trans Woman”, il nuovo singolo di Mona Stelli.
L’artista francese, attiva tra Perpignan e l’area di Barcellona, costruisce il brano attorno a sonorità elettroniche e club, scegliendo il dancefloor come ambiente naturale per una composizione che parla di identità e autodeterminazione.
“Trans Woman” nasce da un’esperienza profondamente personale. Il tema centrale è quello della femminilità, raccontata fuori dalle rappresentazioni più convenzionali e restituita come elemento di forza, libertà e consapevolezza. Nel brano Mona Stelli porta anche il peso del confronto con il giudizio sociale e con le discriminazioni, ma evita di trasformare la canzone in una narrazione esclusivamente dolorosa.
Al contrario, il linguaggio scelto è quello dell’energia. La musica diventa uno strumento per occupare uno spazio, affermare la propria presenza e costruire una dimensione nella quale il corpo e l’identità possano essere vissuti senza chiedere autorizzazioni.
La produzione elettronica contribuisce in maniera decisiva a questa atmosfera. Il brano mantiene un andamento ritmico, sensuale e diretto, nel quale le influenze della club culture contemporanea convivono con riferimenti alla new wave, all’italo disco e al punk.
Proprio il punk rappresenta una delle componenti meno immediate ma più interessanti del percorso di Mona Stelli. Non tanto per una riproduzione letterale del genere, quanto per l’attitudine che continua a emergere nella volontà di affermare una voce individuale e non adattarsi alle aspettative.
La dimensione visiva occupa poi un ruolo importante nell’universo dell’artista. Mona Stelli nasce infatti professionalmente come fotografa dopo una formazione in fotografia e cinema. Con il tempo, la composizione musicale amplia questa ricerca e diventa un altro modo di costruire immagini e raccontare atmosfere.
Il risultato è una progettualità nella quale la musica non vive separata dall’estetica, ma ne diventa una continuazione.
Anche la produzione di “Trans Woman” testimonia questo approccio contemporaneo e ibrido. L’artista realizza testi e demo in autonomia, utilizza anche strumenti di intelligenza artificiale in alcune fasi del processo vocale e completa successivamente il progetto attraverso un lavoro professionale di mixaggio e mastering.
In radio dal 25 settembre 2026 per The Libertine Club Records, “Trans Woman” porta quindi sul dancefloor una riflessione che va oltre la dimensione musicale. Per Mona Stelli, la notte diventa ancora una volta uno spazio nel quale identità, corpo e libertà possono incontrarsi.
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