Un locale esclusivo pensato per disconnettersi dallo smartphone e ritrovare il piacere della musica dal vivo in una dimensione essenziale, come accadeva in passato. È questa l’idea alla base di “Allo Sbagliato”, il nuovo pop-up club che resterà aperto a Milano dal 5 novembre al 20 dicembre sotto la direzione artistica di Marco Mengoni.
L’iniziativa nasce dalla volontà del cantautore di allontanarsi temporaneamente dalle logiche dei grandi spettacoli per riavvicinarsi direttamente al pubblico e ai musicisti, prediligendo un’atmosfera intima, spontanea e priva di scalette rigide o coreografie preordinate. Da qui la scelta del nome, che ironizza sul contrasto tra la tendenza ad esibirsi in spazi sempre più imponenti e il desiderio di ritrovare un contesto raccolto.
Un cartellone vario: concerti, comicità e DJ set
Il palco del club non ospiterà soltanto Mengoni. Il programma vedrà l’alternarsi di musicisti, cantanti, designer e performer della scena sia italiana sia internazionale.
Lo stesso artista si esibirà quattro sere a settimana senza una programmazione fissa nei giorni. Accanto a lui si avvicenderanno diversi colleghi e stand-up comedian: tra i primi nomi annunciati figurano Faccianuvola, Rares, Sayf e Mace, oltre alla comicità di Nuzzo e Di Biase, Luca Ravenna e la probabile presenza di Ghemon.
500 posti, regole “no-phone” e la struttura dei prezzi
L’esperienza sarà riservata a un numero ristretto di spettatori, con una capienza limitata a soli 500 ingressi. I biglietti avranno un costo compreso tra i 100 e i 200 euro per le opzioni speciali. Mengoni ha paragonato la partecipazione a questo evento a una serata in un ristorante stellato, pensata come un’esperienza di qualità superiore da concedersi raramente per godersi la musica e le persone senza la distrazione di dover girare video, scattare foto o pubblicare contenuti sui social.
In merito ai costi dei biglietti, il cantautore ha chiarito che i prezzi sono stati definiti per coprire le spese di produzione e garantire il giusto compenso ai lavoratori del settore e alle loro famiglie. La scelta di non ricorrere ad automatismi tecnologici per abbattere i costi ha richiesto infatti l’impiego di personale qualificato e strutture dedicate per mantenere uno standard elevato nel rispetto delle normative sulla capienza.