Andrea Gherpelli prosegue il percorso discografico avviato con “Mi troverai”. Il nuovo singolo, prodotto da Fabio Ferraboschi, anticipa un album di otto brani atteso per la primavera del 2027

Il debutto discografico di un artista già affermato in altri ambiti dello spettacolo rappresenta spesso un’occasione per scoprire aspetti meno conosciuti della sua identità creativa. È il caso di Andrea Gherpelli, interprete teatrale, cinematografico e televisivo che sta sviluppando un progetto musicale legato alla propria esperienza personale.
Il nuovo capitolo di questo percorso è “Si soffre troppo”, singolo pubblicato da Incipit Records e in radio dal 30 ottobre 2026.
La canzone anticipa il primo album dell’artista emiliano, previsto per la primavera del 2027, e segue la pubblicazione di “Mi troverai”, brano che nel maggio dello stesso anno aveva introdotto il nuovo progetto.
Il percorso discografico nasce dall’esigenza di recuperare una dimensione espressiva già frequentata in passato attraverso il teatro-canzone.
La musica, infatti, ha accompagnato Gherpelli fin dagli anni giovanili, quando alle prime esperienze teatrali si affiancavano lo studio degli strumenti e l’attività con formazioni musicali.
Il progetto prende forma grazie all’incontro con Fabio Ferraboschi, autore e produttore emiliano, già coautore per Cristiano De André.
I due condividono anche un elemento biografico significativo: entrambi sono cresciuti nelle campagne di Correggio, territorio che costituisce una parte importante dell’immaginario narrativo del disco.
Le otto composizioni dell’album sono state scritte insieme e hanno attraversato un lungo periodo di gestazione prima delle registrazioni.
Le sessioni si sono svolte tra l’autunno e l’inverno del 2025 al Busker Recording Studio di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, con produzione e arrangiamenti affidati allo stesso Ferraboschi.
“Si soffre troppo” permette di osservare uno degli aspetti centrali di questa collaborazione: la volontà di costruire canzoni nelle quali il racconto personale mantenga un ruolo fondamentale.
Il brano affronta la sofferenza attraverso una prospettiva ironica, evitando di trasformare il dolore in una condizione da celebrare.
La scrittura parte da esperienze concrete e recupera immagini appartenenti alla cultura contadina.
La lievitazione del pane, la fermentazione del vino e la stagionatura del formaggio diventano rappresentazioni del tempo necessario affinché le esperienze possano produrre cambiamenti.
Questa scelta narrativa conferisce al testo un carattere riconoscibile, nel quale la dimensione quotidiana si intreccia con una riflessione più generale sulla maturazione individuale.
Sul piano musicale, la composizione si inserisce nella tradizione cantautorale, privilegiando una sensibilità narrativa capace di far convivere leggerezza interpretativa e malinconia.
La relazione tra questi elementi risulta particolarmente coerente con il passato teatrale di Gherpelli, abituato a utilizzare parola e interpretazione come strumenti complementari.
Anche la precedente pubblicazione, “Mi troverai”, ha contribuito a presentare questa nuova fase artistica.
Il videoclip ufficiale del brano, realizzato con le illustrazioni di Roberto Ballestracci, è stato presentato in anteprima su Tgcom24 nell’agosto 2026.
L’uscita di “Si soffre troppo” aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso che condurrà alla pubblicazione dell’album.
Pur senza anticipare le caratteristiche complessive del disco, il singolo mette in evidenza alcuni elementi della ricerca musicale di Gherpelli: attenzione alla parola, rapporto con le esperienze personali e capacità di utilizzare l’ironia come strumento narrativo.
Il progetto realizzato con Fabio Ferraboschi rappresenta dunque un ritorno consapevole alla musica, piuttosto che una semplice incursione discografica.
In attesa dell’album previsto per la primavera del 2027, “Si soffre troppo” offre una nuova prospettiva sull’identità artistica di Andrea Gherpelli, confermando il legame tra la sua formazione teatrale e una scrittura cantautorale profondamente radicata nell’esperienza quotidiana.