Giorgio Risi costruisce un paesaggio sonoro sospeso tra suggestioni ambient e dimensione cinematografica, affidando alla musica il compito di accompagnare una riflessione sul tempo e sulla trasformazione

La contaminazione tra canzone d’autore ed elettronica rappresenta una delle possibilità espressive attraverso le quali la musica contemporanea può ampliare la propria dimensione narrativa. Non si tratta necessariamente di sovrapporre linguaggi differenti, ma di utilizzarli per costruire uno spazio nel quale parole e sonorità contribuiscano allo sviluppo di un medesimo racconto.
Questa impostazione caratterizza “Viaggiatori”, il nuovo singolo di Giorgio Risi, musicista e autore torinese che torna alla programmazione radiofonica dal 30 ottobre 2026.
Il brano apre “Confini”, concept album autoprodotto nel quale l’artista affronta il rapporto tra esperienza umana, memoria e trasformazione.
Dal punto di vista compositivo, “Viaggiatori” colloca la parola al centro della struttura musicale. Il testo sviluppa una riflessione sulla natura transitoria dell’esistenza, utilizzando il viaggio come immagine attraverso la quale interpretare l’incertezza e il continuo cambiamento.
A sostenere questa dimensione narrativa interviene una ricerca sonora che guarda all’elettronica, alle atmosfere ambient e al linguaggio cinematografico.
Le tessiture avvolgenti descritte nella proposta musicale contribuiscono a costruire uno scenario nel quale il concetto di movimento assume anche una forma sonora.
La componente elettronica non viene presentata come semplice elemento decorativo, ma come parte di un linguaggio che accompagna la percezione del tempo e dello spazio.
Le suggestioni ambient, invece, richiamano una modalità di ascolto nella quale l’atmosfera assume un ruolo importante quanto la costruzione melodica.
È proprio nell’incontro tra queste caratteristiche e la tradizione cantautorale che si colloca uno degli aspetti distintivi del progetto.
La canzone d’autore conserva infatti la centralità della parola e del significato, mentre la dimensione elettronica permette di ampliare il contesto emotivo nel quale il racconto si sviluppa.
Il riferimento al linguaggio cinematografico appare particolarmente coerente con il percorso professionale di Giorgio Risi.
Dopo gli esordi nel settore pubblicitario presso Armando Testa, nel 1996 l’autore fonda una propria società di produzione audiovisiva a Torino, sviluppando un’attività che si affianca costantemente alla ricerca musicale.
Questa esperienza contribuisce a delineare un profilo creativo nel quale suono, immagine e narrazione appartengono a un medesimo universo espressivo.
Parallelamente alla comunicazione audiovisiva, Risi coltiva fin dalla fine degli anni Settanta un interesse per il folk, la musica celtica e la sperimentazione elettronica.
Nel corso della sua carriera pubblica lavori come “Lucrezia”, “Amici, Compagni e Spettatori”, “Frammenti” e “Oltre il vento”, attraversando territori stilistici che comprendono pop rock, world music e canzone d’autore.
“Viaggiatori” si inserisce dunque in una ricerca sviluppata nel tempo, senza essere riconducibile esclusivamente a un genere musicale.
L’elettronica diventa uno strumento per ampliare la narrazione, mentre la sensibilità cantautorale mantiene riconoscibile il rapporto con il testo.
La scelta di aprire “Confini” con questa composizione introduce anche una prospettiva concettuale: il viaggio è una condizione continua, nella quale ogni individuo attraversa limiti e trasformazioni.
In questo senso, la dimensione sonora diventa parte integrante della riflessione.
Con “Viaggiatori”, Giorgio Risi propone una concezione della canzone nella quale la sperimentazione non allontana dalla comunicazione emotiva, ma può contribuire a renderla più articolata.
Un incontro tra scrittura, atmosfere elettroniche e sensibilità cinematografica che conferma il carattere trasversale del suo percorso artistico.