MBX, un codice d’onore in “Bravi Ragazzi”
Il collettivo Monti Bronx si presenta con un singolo che è pugno nello stomaco e riflessione sociale. “Bravi Ragazzi” racconta il quartiere, le sfide e la necessità di coerenza in un mondo che spesso tradisce. Un brano che celebra le radici senza paura di andare controcorrente.

Come è nato il nome MBX e quale significato ha oggi per voi?
L’acronimo MBX nasce da un soprannome dato da tutti noi al quartiere di Roma dove vivevamo, Monti Tiburtini. Era la fine negli anni ’90, eravamo ragazzi, ascoltavamo Rap ghetto Americano, e da lì nacque in comitiva l’idea di definire il nostro quartiere come “Monti Bronx”, con un ovvio riferimento al distretto del Bronx di New York, che rappresentava una delle massime espressioni della cultura urbana, di strada; dove in situazione di degrado si vedevano fiorire movimenti artistici, musicali e culturali, come l’hip-hop e la street art. Oggi, dopo una dozzina di anni, abbiamo scelto questo nome proprio in ricordo della nostra adolescenza, delle nostre radici e di quello che rappresentano.
Cosa distingue “Bravi Ragazzi” da tante altre tracce rap contemporanee secondo voi?
Sicuramente i contenuti, il senso di appartenenza che cerchiamo di trasmettere con l’intero progetto, i valori in cui crediamo e che proviamo a spiegare in musica. Il panorama musicale contemporaneo è ricco di immagini e personaggi, ma molto spesso è privo di sostanza, di messaggio, di contenuti per l’appunto. Diciamo che c’è la tendenza a rimanere su un livello più superficiale, che è una scelta e come tale va rispettata, semplicemente noi non l’adottiamo. Ovviamente non bisogna generalizzare, ci sono artisti che, come noi, mettono ancora l’accento sul significato delle parole che dicono, ma non possiamo parlare di maggioranza da questo punto di vista.
Il video ufficiale mostra una scena molto cinematografica: quanto conta per voi il racconto visivo?
Come detto, l’aspetto visivo, l’immagine, sono parti fondamentali della musica contemporanea; e tralasciarle completamente sarebbe un errore, sarebbe autoimporsi un limite. Il modo più impattante per far passare un messaggio è proprio associare le parole all’immagine, perché ti permettere di mantenere impresso più a lungo quello che ascolti. Chiaramente cerchiamo di associare i concetti che vogliamo esprimere a video ed interpretazioni in linea con quello che viene detto, parole e immagini devono sempre andare nella stessa direzione per ottenere il giusto risultato e cercare quindi di avvicinarci all’andamento contemporaneo della musica, senza perdere le nostre radici.
Pensate che il rap possa ancora avere un ruolo sociale attivo e trasformativo?
Tutta la musica ha un ruolo sociale attivo e fondamentale per ogni individuo e per la collettività. Il Rap ha da sempre cercato di dar voce a chi voce spesso non ha, quindi ha ovviamente anche un ruolo trasformativo, perché far uscire concetti è un modo per cercare un cambiamento dove si crede ce ne sia bisogno. Certo è che per avere questa valenza va fatto con cuore, con passione e con qualcosa di importante da dire, altrimenti rimane comunque della buona musica ricreativa, senza però quella ricerca di cambiamento e di rivalsa che è ciò che ha da sempre contraddistinto questo genere musicale.
Qual è il vostro approccio creativo in studio quando lavorate a un brano come questo?
Dietro ad ogni traccia c’è sempre tanto studio e tanto lavoro, a partire dalla scelta dell’argomento, le prime strofe gettate d’impulso sul foglio, i continui riascolti, le modifiche per cercare di far passare il messaggio al meglio. Insomma c’è tanto dietro, e ci vuole tempo per portare a casa un lavoro finito che ci convinca a pieno; basti pensare che “Bravi Ragazzi” è uscita dopo 5 mesi di lavoro. Fortunatamente però, fra noi, c’è sempre stata una forte complicità, ci capiamo al volo, e questo rende il processo creativo più fluido ma anche più divertente, perché se non ti diverte quello che fai e con chi lo fai, è meglio non farlo.
Ci sono progetti futuri in cantiere che volete anticipare ai vostri ascoltatori?
Si, di progetti ce ne sono molti in cantiere: i prossimi singoli, che al momento preferiamo rispetto al disco; la produzione di abbigliamento targato MBX, partendo dalle t-shirt; e tante altre iniziative che piano piano si scopriranno.