Nel singolo «Dawn», i RUT! intrecciano basso pulsante, chitarre taglienti e mantra vocali in un crescendo magnetico. Una canzone che racconta il disorientamento del mattino e la voglia di ricominciare, dove ogni nota è un passo verso la luce e ogni ritmo un respiro di libertà.

Un caro saluto a voi, ragazzi. Avete tre parole a disposizione per descrivere “Dawn”: quali sarebbero?
Ipnotica, viscerale, dancy
Che reazione vorreste lasciare nell’ascoltatore alla fine del brano? Confusione? Liberazione? Fame di altro?
Diremmo un mix di leggerezza e riflessione. Ci piace l’idea che Dawn faccia muovere ma anche pensare. Che lasci addosso quella sensazione sospesa tra il “mi sto divertendo” e il “c’è qualcosa di più sotto”.
Il brano esplode senza mai perdere controllo: come lavorate sulle transizioni e sulle “esplosioni emotive” nel suono?
Molto arriva dalle jam in sala prove, improvvisiamo, ci lasciamo andare e poi raffiniamo in studio. Cerchiamo di mantenere sempre quell’equilibrio tra istinto e consapevolezza, tra caos ed energia controllata.
State pensando di esibirvi dal vivo?
Si abbiamo molte date in programma, trovate tutto sul nostro sito www.rutband.com