Dal punto di vista sonoro, “28 – (TWENTYEIGHT)” sceglie un approccio misurato e coerente con il contenuto lirico. La produzione, essenziale ma ricercata, accompagna il racconto emotivo senza sovrastarlo, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa che amplifica il senso di alienazione descritto nel testo.

28 Rick, è un piacere averti qui. Dal punto di vista musicale, come hai lavorato per costruire un’atmosfera coerente con il contenuto di “28 – TWENTYEIGHT”?
Abbiamo voluto lavorare il pezzo in chiave hip hop per far si che non venisse frainteso, affidandoci alla produzione di luca Dope che ci ha girato il beat e abbiamo subito pensato a questo pezzo. L’atmosfera risulta coerente grazie al mood energico e con melodie di chitarra e di piano incalzanti.
Quanto è stato importante evitare una produzione troppo carica per non distogliere l’attenzione dalle parole?
Parecchio, tant’è che abbiamo preferito cantare nel ritornello con toni diversi dalle strofe rappate per sfruttare la voce come strumento.
In che modo il suono contribuisce a trasmettere il senso di isolamento presente nel testo?
Il suono ti sorprende, non far capire mai dove finisce la canzone tiene l’ascoltatore sul pezzo, abbiamo puntato su questo. Per trasmettere il senso del pezzo abbiamo alternato una strofa più lenta concentrata sullo storytelling, e una seconda concentrata sui flow con un racconto più veloce.
Pensi che questo equilibrio tra suono e contenuto rappresenti la tua direzione futura?
Esatto, porteremo sound che ti fanno venire voglia di alzare il volume e contenuti comprensibili internazionalmente grazie ai nostri testi che utilizzano altre lingue.