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I Niente da fare e “Chocosexual”: tra critica sociale e musica diretta

In “Chocosexual”, i Niente da fare sviluppano un progetto artistico che unisce energia sonora e riflessione, portando al centro del discorso musicale le contraddizioni della società e trasformandole in un brano accessibile ma tutt’altro che superficiale.

 

Nel vostro progetto artistico sembra esserci sempre una forte componente critica verso la società: nasce prima la musica o il messaggio?

In realtà, molto spesso i due elementi nascono simultaneamente, poiché il messaggio deve essere veicolato in modo coerente dalla musica. Quest’ultima ha il compito di suscitare le stesse emozioni evocate dal testo; è un equilibrio che sentiamo appartenerci. Quando nasce un’idea, che sia testuale o musicale, la sviluppiamo portando avanti entrambi gli aspetti di pari passo.

“Siamo animali della società” è una frase che colpisce molto: quanto vi sentite dentro questo meccanismo e quanto invece in contrasto?

Non utilizziamo questa espressione con un’accezione negativa, ma come riconoscimento del far parte di una comunità. Non siamo un “branco di pecore”, ma deriviamo tutti da una radice comune in cui non dovrebbero esistere differenze. In ultima analisi, facciamo tutti parte di un “noi” collettivo: per questo crediamo sia fondamentale saper dialogare sia con chi fatica ad accettare la diversità, sia con chi la accoglie pienamente.

Il brano ha un’energia molto compatta e diretta, ma a tratti sembra non voler cambiare direzione: è una scelta per restare coerenti o un effetto naturale?

Dal punto di vista musicale, in realtà, sentiamo di cambiare molto: non ci riferiamo solo al tempo, ma anche all’intenzione, al genere e all’intensità del brano. Per quanto riguarda il messaggio, invece, riteniamo che sia già sufficientemente forte per imporsi da solo, senza la necessità di cambiare direzione o aggiungere ulteriori temi. La libertà e la felicità sono concetti che ognuno di noi dovrebbe poter esprimere e vivere. Dobbiamo imparare a godere delle piccole cose, ad amare, piangere, ridere e urlare se necessario: in breve, a onorare la nostra libertà.

Dopo “Chocosexual”, state già lavorando a nuovi brani che seguono questa linea oppure avete voglia di cambiare completamente atmosfera?

Abbiamo avvertito la necessità di un momento di stacco. La lavorazione di questo album, Stanze Mentali, ha richiesto quattro anni di impegno costante per renderlo esattamente come lo desideravamo. Ora ci stiamo concedendo una pausa, sia per dedicarci all’attività live e far conoscere il disco, sia perché siamo reduci da un viaggio lungo e complesso che ci ha assorbito molte energie. Stiamo iniziando a delineare un nuovo progetto: non sappiamo ancora quale direzione prenderà, ma certamente non sarà una “parte due”. Sarà qualcosa di inedito: leggero ma intenso, profondo e caratterizzato dall’ironia che ci contraddistingue.

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