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“La città ideale // Il vecchio e il mare”: il nuovo 45 giri di Dirlinger

Dirlinger torna con “La città ideale // Il vecchio e il mare”, un doppio singolo che unisce due brani pensati come i lati di uno stesso racconto. Pubblicata in digitale e in vinile, la release segna un’evoluzione verso un linguaggio più intimo e acustico, mantenendo al centro una scrittura capace di trasformare il contrasto tra approdo e scoperta in una riflessione sul percorso umano. Ci ritroviamo dentro le tinte intime di Springsteen o quel sapore ferroso di Neil Young quando demanda alla solitudine un certo modo di pensare… o forse, i più, si ritroveranno a calpestare l’ultimo disco di kevin Morby…

Dopo un disco vissuto sulla strada, hai raccontato la necessità di fermarti. Che tipo di silenzio c’è in questo disco?
Direi che non è un vero e proprio silenzio: la musica c’è e c’è del movimento, in alcuni frangenti direi forse anche di più rispetto all’album precedente, cOntastorie. La differenza sta nell’aver lasciato quei “buchi” d’arrangiamento o musicali, così da lasciare spazio all’immaginazione e alle idee di chi ascolta.

E perché scegliere una camera e una sintesi? Troppo rumore attorno?
Non voglio fare della retorica ma, come dicevo prima, la sintesi e l’asciuttezza spesso lasciano più spazio per immaginarsi altri scenari. Se la mente viaggia a briglie sciolte verso l’immaginazione di qualcosa, deve comunque concentrarsi su quello e non farsi distrarre. Il rumore fuori resta, ma non entra dentro.

Perché Hemingway? E come lui nel suo romanzo: scegli la casa o la deriva?
Per quel che mi conosco, se dovessi scegliere tra uno dei due, probabilmente sceglierei la casa, dove comunque si dà il caso che ci sia già abbastanza di tuo. La deriva delle correnti è importante, farsi saper trascinare da qualcos’altro che influisca sul tuo percorso, ma pur sempre mantenendo la bussola.

Che cosa cerchi d’ora in avanti? I colori accesi del nuovo video o di nuovo l’introspezione di questi suoni acustici?
Spero di riuscire ad andare in maniera sempre più precisa all’incrocio tra questi due aspetti apparentemente distanti.

 

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