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Chi sono davvero i Calliope dietro “La signora Gron”?

Due chitarre, un basso, una batteria e una voce da mezzosoprano che guida tutto: i Calliope si raccontano a partire dal lavoro di squadra dietro “La signora Gron”, tra equilibri sonori, energia live e la voglia di non semplificare mai nulla.

 

Nel brano convivono due chitarre, basso e batteria attorno a una voce molto caratterizzata. Come si distribuisce il lavoro tra Pietro Angelone ed Enrico Persia alle chitarre, e quanto è stato complesso trovare uno spazio sonoro che non si sovrapponesse alla voce di Tamara?

Pietro : Il lavoro tra le due chitarre avviene senza schemi fissi o ricorrenti. Si procede rispettando quelle che sono le caratteristiche individuali degli esecutori .

Tony Di Marzio al basso e Fabrizio Pagliaro alla batteria tengono insieme un brano che cambia spesso registro tra strofe cupe e ritornello più diretto. Come avete lavorato sulla sezione ritmica per far reggere questi cambi senza perdere coesione?

Tony : Quando il brano nasce , chitarra (soprattutto ritmica) basso e batteria cercano di sviluppare il brano in concomitanza, senza che vi sia il problema di un elemento che va a sovrapporsi ad un altro.

Dal vivo avete già dimostrato di saper reggere platee diverse tra loro per esperienza e aspettative. Come pensate di tradurre sul palco un brano denso e teatrale come “La Signora Gron”, tra atmosfera, voce e simbolismo?

Tradurre un brano come “La Signora Gron”  dal vivo non è cosa facile. Cerchiamo soprattutto una tensione emotiva , un’aggressività vintage però che renda il brano vivo e carnale.

La vostra musica sembra puntare più sull’atmosfera e sull’immaginario che sull’immediatezza. Cosa vorreste che restasse a chi vi ascolta per la prima volta, magari senza conoscere il contesto e i riferimenti dietro al brano?

Il sapore. Quel retrogusto dolceamaro che evoca sensazioni immediate e non definite , che lascia l’ascoltatore con l’impatto di ciò che ha vissuto ma anche con la voglia di accendere un dispositivo e alzare il volume sulla nostra musica.

Cinque persone che scrivono e suonano insieme da tempo: come si prendono le decisioni all’interno dei Calliope, soprattutto quando si tratta di scelte delicate come quella di un immaginario così esplicito e simbolico?

La mente del nostro gruppo è la frontwoman, Tamara. Lei arriva con accordi e testo e noi ci lasciamo travolgere da quello che è il suo mondo. Poi, buttiamo giù idee e le canzoni si delineano nella forma che facciamo ascoltare al pubblico.

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