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Beppe Cunico: passione, amore, cuore e anima…

Si torna indietro nel tempo con questo esordio splendidamente pubblicato anche in vinile… e d’altronde non poteva essere diversamente. Un ritorno al grandissimo passato Prog Rock, di stampo decisamente epico e romantico dentro i suoni di chitarra elettrica predominante, che richiedono l’orchestrazione, che la trovano nell’elettronica e nelle soluzioni importanti, didattiche di un genere che ha fatto storia, dalle linee popolari dei Police alle organze barocche degli Osanna fin dentro i momenti più ruvidi e romantici dei Dream Theater. Beppe Cunico e questo “Passion, Love, Heart & Soul” è decisamente un ritorno a grande passato…

Chi sono per te gli eroi silenziosi?
Il brano Silent Heroes parla della tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986 e gli eroi silenziosi sono i quasi 600.000 russi, tra scienziati, pompieri, soldati, minatori e gente comune che con umiltà e abnegazione si sono sacrificati per salvare il mondo. Il brano vuole essere anche una condanna ai politici del regime, pronti solo a tutelare il proprio status personale e l’immagine della “super potenza sovietica” sfruttando menzogne e falsità.

Che poi la verità non è sempre silenziosa secondo te? Chi fa rumore e grande pubblicità spesso non ha troppa sostanza dietro… vero?
La verità è spesso nascosta. Molte volte si tende ad enfatizzare un avvenimento o una notizia per nascondere delle verità scomode. Al giorno d’oggi la comunicazione e la pubblicità possono decretare il successo anche di prodotti mediocri, se non scadenti.
Il mondo della musica non è esente da queste pratiche, anche qui si richiede un ritorno immediato agli investimenti. Quindi cose come la ricerca e la produzione artistica, sono state accantonate per prediligere l’impatto esteriore: praticamente si confezionano dei bei pacchi, ma vuoti all’interno.
E poi via di battage pubblicitario a manetta.

Parlami della faccia di questo disco. Hai fatto ricorso all’arte figurativa, al disegno… come anche nel bellissimo video. Che ragione sottende dietro?
È un disco ispirato dalla musica anni degli 70 e 80; un periodo in cui si faceva parecchio uso del disegno, basti pensare ai lavori degli Yes o dei Genesis. Anche Steven Wilson, fonte d’ispirazione più contemporanea, fa spesso ricorso all’arte figurativa. Oltre a questo, nei miei brani ci sono parecchie parti strumentali e ho pensato che accompagnarle a dei disegni avrebbe aiutato a far viaggiare la mente durante l’ascolto. Il disegno rappresenta la fantasia senza limiti.

Rock progressivo che arriva dagli anni ’70, italiani certamente. Il mondo che questa volta non attinge dalle letterature epiche ma dall’attualità quotidiana. Perché?
Perché questi ultimi anni sono stati difficili e la musica è stata la mia terapia per superare parecchie difficoltà. Negli anni 70 eravamo sognatori, volevamo cambiare il mondo in meglio e usavamo la bellezza per perseguire quello scopo. Adesso tutto sta crollando, dal clima, alla finanza, alla politica. Quindi tratto i temi attuali con una composizione musicale fatta di passione, di libertà creativa senza stereotipi da seguire. Seguo solo la mia fantasia, perché l’ascoltatore deve gioire.

Inevitabile chiederti del vinile… non potevamo non aspettarci altro che un vinile. Che rapporto hai con questo formato?
Lo amo. Il solo mettere il disco sul piatto è un’azione gratificante. Poi sedersi, aprile le ante, sfogliare il booklet con i testi, disegni e foto, leggere i crediti ed ascoltare il calore di una registrazione vera e accurata è impagabile. Quindi il mio vinile doveva essere così, rock genuino realizzato alla vecchia maniera, tutto suonato, con pochissima elettronica e molta passione. Il mastering l’ho fatto curare da Maurizio Biancani di Fonoprint, un super ingegnere del suono della “vecchia guardia”.

A chiudere: oggi la musica secondo te può tornare dentro le trame della vita sociale? Può in qualche modo scrivere la storia ancora una volta?
Sicuramente si. Il potere comunicativo della musica è forte. Bisogna far riappassionare le nuove generazioni alla musica suonata, con contenuti di spessore. Non tutta la merda che ci sta propinando la discografia attuale. Roger Waters, Bruce Springsteen, Bono e molti altri sono gli ambasciatori di questo modo di vedere la musica e da loro possiamo solo imparare. E comunque ci sono parecchi artisti italiani che fanno veramente buona musica. Giusto per citarne alcuni i Verdena, Mangala Vallis, IOSONOUNCANE, Ministri, Deproducers e molti altri.

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