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Daniele Sciolla: il suono come disegni circolari

Da un punto comune si parte per lasciar spazio alla “casualità della matematica” il compito di sviluppare l’origine. A seconda della macchina operatrice chiamata a tale scopo troveremo diverse soluzioni finali. Codificare a pieno questo lavoro è qualcosa di assai arduo e ci scusiamo anzitempo per la distanza che non riusciamo a coprire. Ma probabilmente è un lavoro che è anche destinato ad un ascolto immersivo, totalitario, privo di appigli e senza alcun riferimento terreno. Stiamo nello “spin” subatomico, siamo dentro le matrici matematiche e nelle pieghe di macchine elettroniche rare inseguite, ricercate e volute da Daniele Sciolla in questo suo sesto lavoro in studio dal titolo “Spin of Synth”. Un breve Ep (digitale ovviamente) in cui i brano sono percorsi evolutivi dettati dalle macchine che ha messo in campo a seguito di vere e proprie ricerche a spasso per l’Europa. Lo stesso Daniele Sciolla che ritroviamo di nuovo dopo l’ascolto dell’ultimo disco degli Elephantides in coppia con Sergio Tentella… e di nuovo torna quel ripensare al tempo dentro le sue eventuali elasticità, contrazioni e dilatazioni, percorsi per niente prevedibili a priori. Ascolto che diviene esperienza sonora e percettiva…

Spin… rotazione… eppure non trovo molta circolarità in questo ascolto… o forse non voglio trovarla io…
Lo spin in questo caso non è riferito a una traccia di per sé, o all’EP, ma al singolo sintetizzatore: quindi una caratteristica della macchina, guardata a 360 gradi.
Il collegamento è allo spin fisico della meccanica quantistica: un aspetto che caratterizza le particelle. Il mio intento è stato di definire qualcosa di simile sui synth.

Che rapporto hai con le cose che tornano ciclicamente? Come nel suono così nella vita…
Una risposta breve è difficile da dare. Nel quotidiano il ciclico è ovunque: il giorno e la notte, le stagioni .. se tornano ciclicamente si possono prevedere in parte. Lasciano il tempo di prepararsi. E quindi ci danno organizzazione e ritmo.
Nel suono la ciclicità genera le onde e le frequenze: dalle corde della chitarra che vibrano muovendosi avanti e indietro, agli oscillatori di un synth. La ciclicità viene percepita come ritmo (LFO) a frequenze basse e come sorgente sonora (VCO) a frequenze più alte. In entrambi i casi fanno parte delle fondamenta delle mie opere.

Ricercare per te significa: nuovi suoni o nuove forme del suono?
Entrambe. In SPIN OF SYNTH per esempio ci sono suoni che avvicinandosi generano nuovi suoni: il ritmo che si avvicina fino a diventare una nota. Quindi il confine in questo caso svanisce: nuove forme del suono che contribuiscono a nuovi suoni e viceversa.

Quando si chiude la ricerca? Quando sai di essere giunto a qualcosa che merita la composizione e dunque la registrazione?
In genere è un procedimento che arriva in un secondo momento: durante la sperimentazione mi accorgo che alcune opere potrebbero essere fruibili/piacevoli/comprensibili anche da altri. Lavoro allora per tradurle in qualcosa di più universale e accessibile. Proprio come in matematica un’intuizione deve prima essere tradotta in linguaggio matematico e dimostrata per essere presentata.

I tuoi video sono sempre molto figurativi. Dobbiamo attendercene uno?
Ci sto lavorando, si! Non anticipo nulla, però in cantiere ci sono i progetti.

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