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DORALE: un disco, un bisogno, una consapevolezza

Esordio discografico che arriva per la OLD SKUUL Records e vede belle feat. dentro la track list che rispondono al nome di Elebiz, Milly Maggiore, Nara e la splendida grafica di Annie Spratt per la copertina. Parliamo del rapper Alessandro Fiorenzoli in arte DORALE che pubblica questo disco dal titolo didascalico quanto figurativo “Immaturo”: nove inediti ampiamente anticipati dai singoli “Red Sky”, “Rossa”, “Chiama” e “Montecarlo”, un flusso di coscienza dentro cui certamente la scuola moderna e quella classica si incrociano trasportando il mestiere estetico degli anni ’90 dentro un flow di periferia decisamente anacronistico. Per questo libero, istintuale, senza filtri e banali soluzioni di moda.

Posso partire dall’America? In genere ci penso tanto quando sento che il rap metropolitano vira dentro colori scuri, nostalgici, di una resilienza più che di una resistenza… che ne pensi?

Il rap nasce appunto a New York, quindi sicuramente quello che noi facciamo in Italia inerente a questo genere ha le sue fondamenta in America.
Il rap come ci insegna la storia nasce come mezzo di protesta, e per esprimere tematiche difficili. È un arma molto potente capace di coinvolgere e unire persone, d’altro canto a mio parere dovrebbe essere sfruttato meglio per passare messaggi di gioia e speranza al contrario di quello che ultimamente sta succedendo.

Perché questo titolo? Accettazione di uno stato, consapevolezza o inganno, sfida, provocazione…?

Sicuramente il titolo deriva dall’accettazione di uno stato, infatti non si può mettere in dubbio che alla mia età non si ha ancora l’esperienza necessaria per capire a pieno determinati argomenti, ma è anche una critica ad una società a mio parere prematura, ovvero dove le generazioni anno dopo anno, sperimentano troppo presto esperienze che dovrebbero avere luogo in tempi più consoni all’età che si ha.

Bella la copertina. L’amore, la parola, il colore pubblicitario (se mi passi il termine). Elementi che al primo impatto sembrano star male assieme… e invece…

La copertina ha il compito di metteRe in risalto l’elemento principale ovvero la rosa, quest’ultima ha significati molto profondi come l’amore, la  vanità, la bellezza la sensualità tutti temi ricorrenti nel mio album. La rosa inoltre è un fiore molto particolare sinonimo di bellezza ma allo stesso tempo di freddezza, un fiore che trasmette emozioni semplicemente guardandolo e che pur apparendo innocuo ha una potente arma che sono le spine.

E poi ci incuriosisce questo moniker. Ale come Alessandro, certamente… ma DOR?

Dor è una parola della lingua romena che esprime il sentimento che si prova quando si è lontani dalla persona che si ama. Ho usato questa parola per comporrei il mio nome d’arte perché mi ha subito colpito come essendo composta da semplicemente tre lettere riuscisse ad esprimere un concetto vastissimo e profondo.

La produzione di “Immaturo”? Come ci hai lavorato?

Alla produzione dell’album immaturo hanno lavorato varie persone dalla produzione delle basi alla registrazione della voce al mix e master finale.
Tutte le persone con cui ho collaborato hanno molta esperienza e sono riusciti a darmi dei consigli molto preziosi. Essendo alle prime armi ho fondamentalmente dovuto imparare ogni cosa è questa forse è la cosa più preziosa nata dalla produzione di questo album.

E la pandemia… a chiudere non possiamo non nominarla perché ormai ha cambiato la vita di tutti… il tuo punto di vista?

Sicuramente ha cambiato la vita di tutti,  ed è forse l’argomento di cui si sia mai parlato di più, non vorrei però soffermarmi su un tema del genere che di sicuro non suscita gioia e felicità quando se ne parla. L’unica cosa che mi sento di dire è che non vedo l’ora si ritorni alla normalità, dove le persone sono libere di abbracciarsi senza aver paura.

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